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postato da Dragossido alle ore 12:51
sabato, 07 novembre 2009


Racconto... visto con gli occhi di una donna

"La piscina 5"


Con la collaborazione di Gotulani




Ho sicuramente esagerato, mi sono sentita in colpa per aver provocato così tanto e in questi ultimi due giorni ho assolutamente evitato di far il bagno in piscina. Anche l'ammiratore segreto è sparito e forse ho fatto bene se si tratta di un maniaco perché si dice che in certi casi la miglior difesa è l'attacco, ma se si tratta di un timido devo avergli messo paura. Desideravo tanto che lui uscisse allo scoperto, che mi rispondesse, che riuscissi con qualche risposta ad avere qualche indizio su di lui; invece è sparito del tutto. Niente più fiori ne bigliettini; è entrato nella mia vita con la stessa velocità di un breve temporale estivo e con la stessa velocità ne è uscito avvolgendomi con l'impeto di un uragano che lascia i segni su uno stabilimento, capovolgendo barche, affondando canoe, innalzando pattini sul tetto e distruggendo reti e tettoie; mi ha scombussolata non poco. Sono tante le domande che mi faccio e spero che tutto ciò non sia opera di qualche burlone o di qualche collega con l'intento di deridermi o di farsi gioco di me.

Ormai è giunta al termine anche questa giornata di lavoro e mi tocca come al solito sistemare tutto e pulire. Mentre mi appresto a chiudere l'ingresso principale, da dietro alla porta, vedo apparire un minuscolo visino con due teneri occhietti appartenenti ad un cagnolino di piccolissima taglia. A prima vista sembra essere un cuccioletto di pochi mesi, ma guardando meglio mi accorgo che si tratta di un cane di razza toy, le cui dimensioni non superano mai i quindici o massimo venti centimetri di lunghezza.

bolognese_evenden[1].jpg"Hei! Che ci fai qui?" dico avvicinandomi, ma il cagnolino indietreggia un po' impaurito, io mi inginocchio lentamente evitando movimenti bruschi e dico: "Su avanti... Non aver paura... Non ti faccio nulla... Vieni qui!"

Il cagnolino guaisce lievemente, poi si avvicina, lo accarezzo piano e lo prendo in braccio. Continuo ad accarezzarlo mentre lo stringo a me e mi accorgo che trema un pochino; cerco di metterlo a suo agio dicendo: "Non aver paura, stanotte starai con me e domani cercheremo il tuo padrone... Adesso che ne pensi di ascoltare un po' di musica insieme mentre finisco di sistemare?"

Il cagnolino emette il suo lievissimo abbaio, tenero come un sibilo, come se avesse capito cosa ho detto, lo poggio delicatamente su una sedia poco lontano dalla piscina e dico: "Non ti muovere da qui!" Il cagnolino emette un altro abbaio lieve, come se avesse capito ed io vado verso la mia borsa che appendo vicino agli scaffali dove ci sono i teli e gli accappatoi per prendere il mio cd. Vado verso lo stereo, inserisco il cd ed in successione, mentre pulisco, sentiamo i Rondò Veneziano con Arcobaleno, Pulcinella, Musica Fantasia, Mosaico, Il Mago Di Venezia, Prime Luci Sulla Laguna, Magico Incontro, Odissea Veneziana, La Giudecca, Colombina, Zodiaco e La Serenissima;


il cane dapprima è immobile, dopodiché comincia a zampettare qui e lì felice ed io divertita faccio finta di danzare con la mazza da scopa e poi con il mocio. Sono contenta e non vedo l'ora di tornare a casa per far dormire quel cane che sembra un cucciolo perenne. Riprendo in fretta le mie cose, controllo bene di aver chiuso tutto e con il cagnetto in braccio, torno a casa. Gli preparo una piccola cuccetta morbida affianco al mio letto e quando comincio a spogliarmi per la notte, lui si è già raggomitolato dandomi le spalle.
(continua...)
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Racconto... L'imperatrice bambina 05

In quel momento dal libro uscì un fumo rosso che si addensò a poco a poco fino a creare le forme e le fattezze di una donna. Il fumo creò gli occhi, i capelli, la fronte il collo e tutto il corpo della donna e quando l'opera fu compiuta, Giuseppe riconobbe vide che la donna non era altri che sua moglie Carla.

Giuseppe, con sguardo impietrito e meravigliato rimase per un attimo in silenzio e poi chiese: "Carla… Io… Io…"
Carla: "Si lo so, non ti aspettavi di vedermi!"
Giuseppe: "Amore mio, io non ho mai smesso di amarti… Credevo di avere tante cose da dire…"
Carla: "Non importa; io ti ho ascoltato tutti i giorni!"
Giuseppe con aria dubbiosa: "Come è possibile?"
Carla: "Tu mi hai amato talmente tanto che quando ho lasciato il tuo mondo, un pezzo di me è rimasto nel tuo cuore e soprattutto nei tuoi sogni… Ed oggi ti ho sentito rinnegare l'esistenza dei sogni!"
Giuseppe guardò il medaglione nelle sue mani, poi rialzò la testa, guardò di nuovo Carla negli occhi e disse: "Il problema è che non so che fare, non so dove trovare altre persone che possano sognare con me!"
Carla: "
Nelle sacre scritture è scritto:

1 Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2 C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
[1]

Adesso è il momento per te di vivere la vita!"

[1] Qoèlet 3, 1-8
Giuseppe: "Si, ma che devo fare?"
Carla: "Ascolta bene quello che sto per dirti, perché non posso darti istruzioni chiare, ma posso solo lasciarti una filastrocca che tu dovrai interpretare per riuscire a risolvere questa faccenda.

Siamo come le dita della mano,
ci trovi solo se cerchi lontano,
Uno di noi soltanto è vicino,
per gli altri, preparati al cammino,
Non siamo uno scherzo, ma siamo veri,
difendiamo quel che è nostro come cavalieri.
Ci nascondiamo bene tra le comuni genti
e siamo sparsi come la rosa dei venti.
Per il primo di noi che devi cercare
molto a sud devi andare.
Troverai un cane bianco con problemi alle zampe
ed un essere in sua compagnia a tre zampe.
Per il secondo devi andar nella direzione opposta,
e troverai, sulla costa, un gigante in sosta.
Per il terzo, fai attenzione che ti puoi bruciare,
ma proprio nelle fiamme e nel fuoco devi cercare.
Per il quarto non cercare nella serra,
ma egli si trova in una grande terra.
Se ancora una volta spererai e sognerai
anche il quinto troverai


Carla rimase per un attimo in silenzio, poi, ponendo una mano sul volto di Giuseppe aggiunse: "Adesso vai amore mio, non posso darti altre istruzioni, tranne che sarò con te!"
Giuseppe: "Ma come faccio a trovare altre persone che sognino con me come mi aveva comandato l'imperatrice?"
Carla: "Non ti preoccupare, vedrai che le persone che sogneranno con te, se fai tutto questo le troverai!"

(Continua...)



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postato da Dragossido alle ore 23:20
sabato, 31 ottobre 2009

Racconto... Visto con gli occhi di una donna

"La piscina 4"


Con la collaborazione di Gotulani



Maniaco o timido, quale è il carattere di questo ammiratore segreto? Che significa che mi osserva? Mi osserva mentre lavoro, all'uscita o mentre nuoto nuda? E se riesce a osservarmi come riesce a farlo? Da qualche finestra che non ho visto? Oppure riesce a entrare anche dopo che ho chiuso?

Queste sono le domande che affollano la mia mente e penso: -Se si tratta di una persona che riesce a entrare e osservarmi anche dopo che ho chiuso, l'unica persona che potrebbe farlo è Gino il custode che possiede tutte le chiavi della costruzione all'interno della quale c'è la piscina... Ma no! No! Non può essere lui! Dopo aver visto la mia correttezza e precisione nel chiudere tutto, mi ha chiesto di andar via prima e di occuparmi della chiusura! Deve essere qualcun altro, ma chi?-

Comincio a fare diverse ipotesi: per esempio un vecchio custode che si è fatto una copia di riserva di una delle uscite di sicurezza, oppure qualcuno dei clienti che ha fatto il calco di un a delle chiavi, ma nessuna delle ipotesi sembra essere plausibile, visto che proprio quando era arrivato Gino erano state cambiate tutte le porte e le finestre.

Se una persona davvero mi osserva mentre faccio il bagno nuda, quando io chiudo deve essere già dentro e siccome non c'è anima viva, non può esserci qualcuno a osservarmi.

Quello che mi ha colpito è invece la frase finale "pensa che ti osservo" dell'ultimo biglietto, perchè è una chiara provocazione, un invito a farmi osservare, ma io continuo a pensare sul da farsi mentre in piscina si susseguono i vari allenamenti.

L'ultima istruttrice dei ragazzi inserisce un cd per insegnare una specie di coreografia per il saggio di fine anno da mostrare ai genitori dei bambini. L'inizio sembra tetro e oscuro, come un film dell'orrore, poi aguzzo l'orecchio per ascoltare meglio: si tratta de "La giudecca" dei Rondò Veneziano ed è una delle mie canzoni preferite con la quale, se chiudi gli occhi ti sembra di viaggiare velocissima, di muoverti attraverso lo spazio tra le stelle ed è la stessa sensazione che si prova nuotando. La scelta di quella canzone non poteva essere più appropriata e la voglia di entrare in acqua per un bagno si fissa in me ancor più forte, come una voce silenziosa che canta a squarciagola senza fiato, strozzata perché non vede l'ora di uscir fuori per spaccare i timpani al mondo intero.

A fine della giornata recupero tutti gli accappatoi e i teli sparsi negli spogliatoi, la voglia di fare un bagno è troppo forte anche se ho un po' timore di questi continui biglietti che arrivano, ma pazienza, farò il bagno con il costume, ma prima controllo e ricontrollo per essere sicura di aver chiuso bene e per vedere se davvero non c'è nessuno.

Mi avvicino alla piscina, mi sfilo il pantaloncino e la maglia facendoli cadere al bordo della vasca e mi tuffo, ma non mi sento completa, sembra come avere catene, non mi sento libera e penso: -E va bene ammiratore segreto, visto che provochi adesso ci penso io a provocarti a mia volta! Dovrai pur dire qualche cosa al prossimo biglietto, no?-

Dopo aver pensato questo, porto le mani dietro la schiena per slacciare il reggiseno del costume e sfilarlo, mi avvicino al bordo della piscina, poso il reggiseno sul bordo, afferro i miei seni con le mani e sussurro: "Allora? Che ne dici ti piacciono? Vorresti toccarli? - poi mi avvicino al bordo della vasca e appoggiando i seni sul bordo - pensa come sarebbero belli schiacciati sul tuo corpo!... ti piacciono eh? Allora osservami ancora... Ora ti faccio veder di meglio! - mi spingo con i piedi verso il centro della vasca e nuotando a dorso con le mani tiro giù anche gli slip del costume, lo sfilo, lo lancio lontano e continuo a sussurrare - Sono qui nuda! Guarda i miei seni che si ergono sull'acqua... bagnati... turgidi... ritti, e guarda il mio sesso, la parte più intima di me, se mi stai guardando immagino che le tue mani viaggiano sul tuo corpo fino a stringere il tuo sesso... e allora stringilo e immagina che anche io ti osservo come tu osservi me e mi chiedo per quanto ancora ti limiterai solo ad osservarmi!"

Mi sono eccitata dicendo tutte queste cose, raggiungo il bordo della vasca... risalgo in fretta e le mie mani scivolano sul mio corpo fino alle parti più intime... Inutile dire che ansimo e gemo, poi mi rivesto in fretta indossando solo il pantaloncino e la maglietta, recuperando il pezzi del costume e fuggo a casa dopo aver chiuso per bene tutto.

È mercoledì e mentre sto per entrare arriva ancora una volta il fioraio con un altro mazzo di rose, al quale dico: "Aspetta solo un attimo! Solo il tempo di guardare il biglietto ok?"

Apro la busta e invece delle solite frasi, trovo soltanto tre puntini ed io penso: -eh no! Non è giusto così! Che fai? Prima butti la pietrina e poi nascondi la manina? Eh no! Adesso ti sistemo io!-

Poi dico al fioraio: "Scusa, mi faresti un piacere? Visto che sei sempre la stessa persona che mi porta i fiori e che forse conosci l'autore, se arriva un'altra volta gli potresti dare un biglietto da parte mia?"

Fioraio con aria un po' dubbiosa risponde: "Ma certo signorina!"

Afferro un foglio e sopra scrivo...

38151e4c48bb20b76ef9dab29c5e1db6_small[2].jpg (Continua...)

Racconto...

L'Imperatrice Bambina 04

Giuseppe era ancora inginocchiato sul pavimento con sguardo sconfortato, deluso e perso verso il basso. Alzò la testa verso l'alto mentre un'ultima lacrima scorreva sulla sua guancia; il suo sguardo si posò per caso verso lo scaffale in cui erano raccolti i libri di alcuni poeti. Il suo pensiero ritornò indietro nel tempo, ai tempi della scuola, quando la famiglia si trasferì dal paesello in cui abitavano nella città.

Era l'ultimo anno delle scuole superiori per Giuseppe, la scuola era cominciata da due mesi e Giuseppe si ritrovò a dover affrontare professori nuovi, programmi nuovi e compagni nuovi. Giuseppe aveva una buona media scolastica ma il primo giorno a fu terribile. Al suo ingresso in classe nessuno dei ragazzi lo volle come compagno di banco e Giuseppe si ritrovò infondo alla classe in un banco doppio. Quando il primo professore fece l'ingresso in classe e cominciò l'appello, Giuseppe notò che mancava una ragazza di nome Carla e l'unico posto libero era proprio quello vicino al suo. Quella ragazza al rientro si sarebbe dovuta sistemare nel banco con lui e Giuseppe si stava gia domandando: "E se fosse cattiva come gli altri? E se mi scacciasse come hanno fatto tutti?..." In quel momento una ragazza disse alla sua compagna di banco, con aria cattiva: "Adesso quella cosa strana di Carla avrà un suo simile: Un altro coso strano!" e ridevano; e ridevano quasi a crepapelle fino a che la professoressa le riprese. A ricreazione nessuno parlò a Giuseppe che si sentì per tutto il tempo escluso, quasi come se fosse uno che avesse la peste, e tutti i compagni di classe lo deridavano.

Il giorno successivo Giuseppe arrivò per primo in classe ma era triste e sconsolato, guardava il posto affianco a lui con aria dubbiosa mentre tutti gli altri ragazzi prendevano posizione. Si erano tutti messi composti e per ultima fece ingresso anche Carla. tutti dicevano: "eccola, eccola... Ecco arrivata la più terrificante delle cose terrificanti! La secchiona per eccellenza!" Giuseppe alzò gli occhi e la vide. Aveva i capelli rossi, ma un viso angelico, il corpo era stupendo e con se aveva tutti i libri e gli appunti, la guardò camminare verso di se e spalancò la bocca per quanto era bella! Rimase imbambolato fino a che lei si sedette affianco e cominciò a parlare con lui. Da quel giorno cominciò prima l'amicizia, fatta di confessioni e di racconti sulle esperienze e sui fidanzamenti passati, poi l'amore si fece spazio e li portò fino all'altare e alla gioia di una figlia. Ma il destino presentò un conto salato ad entrambe e chiese di barattare la vita di Carla in cambio della nuova vita.

Giuseppe però ripensò a tutto il perido della scuola quando con Carla leggeva i poeti ed in particolare un libricino piccolo che si trovava proprio in quella biblioteca. Si mise dunque a cercarlo tra un libro e l'altro e lo scorse, si diresse verso la libreria, sfogliò e tra le pagine trovò un foglio con una poeisia di Carla che lesse con attenzione fino alle frasi finali.

"Carissimo amore mio, ricordati sempre che siamo tutti parte di una storia infinita e se un giorno non ci sarò più, fai in modo di credere ancora ai sogni che abbiamo coltivato insieme. Carla

In quel momento dal libro uscì un fumo rosso...

libro1

(Continua...)

Testo ripreso dal blog di Erika2 
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Vi lancio una sfida! Nel mondo dei blog siamo numerosi, pero', possiamo riuscirci a far girare un messaggio a tutti ed è per una causa buonissima ANTIPEDOFILIA! Perche' episodi su tanti bambini siano solo un brutto ricordo per tutti. Daremo un segnale... CREDIAMOCI INSIEME!! Ricopiate sul vostro blog questo stralcio e vediamo quanti di noi riescono realmente a dar vita a questa campagna e,dopo averlo copiato aggiungete la vostra firma... come dire IO CI STO!!
Combattiamo insieme

Anche io ci sto:

Antonio Gargiulo.



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postato da Dragossido alle ore 00:37
domenica, 25 ottobre 2009

Racconto... Visto con gli occhi di una donna
"La piscina 3"


Con la collaborazione di Gotulani



Mentre fanno ingresso i primi ragazzi della squadra junior della pallanuoto, continuo a guardare il foglietto.

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Mi intriga questo modo così misterioso con il quale è stato scritto, andando a capo in precisi momenti con il supporto di questi puntini sospensivi che ne creano uno più imponente in me di carattere interrogativo, producendo due forze contrastanti e intense come due masse d'aria, una calda e una fredda, che si incontrano, si sbattono contro e si avvolgono, fino a creare un vortice, un uragano dove io sono il centro, l'occhio che osserva osservato a sua volta. Sono convinta che nessuno ha potuto assistere ai miei bagni nuda in piscina, ma questo biglietto misterioso e poco chiaro, ha un certo non so che, in quanto mi lascia pensare che tutto è stato scritto per farmi capire solo in parte, come in una specie di linguaggio in codice, la scelta dei puntini sospensivi non appare per nulla un fatto lasciato al caso. Allo stesso tempo, però, potrebbe essere solo una coincidenza e non so che fare.

Distribuisco gli accappatoi e i teli ai ragazzi e mentre fanno allenamento cerco di rovistare tra i miei ricordi qualche frase che mi è stata detta che possa assomigliare in qualche modo a quelle poche frasi contenute nel foglietto, ma è impossibile venirne a capo. Poi mi chiedo se rinunciare al bagno in piscina e giungo con rammarico a pensare che per oggi è meglio evitare. Alla fine della giornata sistemo tutto e pulisco guardando di continuo la piscina, poi spengo tutto e mi reco a casa guardandomi intorno, ma non c'è anima viva.

Martedì mattina arrivo con cinque minuti di ritardo e Gino il custode mi saluta domandando: "Buon giorno Carmen, sei sempre puntuale, che è successo?"

io: "Buon giorno! No nulla!"

Gino: "Secondo me ti sei svegliata tardi perché hai fatto tardi con il tuo ragazzo! Anzi... A proposito, è andato via da due minuti il fioraio con altri fiori!"

Resto un attimo immobile e senza parole, poi ribatto: "Non sono fidanzata e non so chi sia questo tizio che mi manda i fiori!"

Saluto Gino dopo aver recuperato i fiori e mi incammino verso la piscina mentre apro la bustina contenente un nuovo biglietto.

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(continua...)

Racconto: L'Imperatrice Bambina 03

torre d

Imperatrice: "Giuseppe, sono l'imperatrice di Fantasia!"
Giuseppe: "Ma è impossibile? Come può una bambina essere imperatrice?"
Imperatrice: "Tutto è possibile! Ma le persone hanno smesso di credere e sparare e questa volta nemmeno la mia torre d'avorio ha resistito al Nulla."
Giuseppe con aria interrogativa domandò: "In che senso? Che significa 'questa volta'?"
Imperatrice: "Già una volta un bambino ci salvò dalla distruzione!"
Giuseppe: "Bastian?"
Imperatrice: "Si! Conservo ancora l'ultimo granello di sabbia. E l'ho portato qui con me." L'imperatrice mostra un medaglione a Giuseppe e poi prosegue: "E' stato incastonato nell'Aurin di cui adesso voglio farti dono!"
Giuseppe allungò la mano titubante e chiese: "Dovrei esprimere io dei desideri come ha fatto Bastian?"
Imperatrice: "Questa volta purtroppo non basta! Devi cercare altre persone che possano crederti e sperare con te!"
Giuseppe afferra il medaglione, lo guarda tra le sue mani e poi risponde: "Ma questo è un compito difficile! Non credo che riuscirò mai a trovare qualcuno che mi crederà!"
Imperatrice: "Oh no! Ti sbagli! Qualcuno ti ascolterà! Anzi, forse qualcuno ti ha già ascoltato! E ti sta ascoltando anche adesso!"
Giuseppe: "Imperatrice, tu vuoi prendermi in giro! Io non credo che qualcuno mi ascolti… Nessuno mi crederà mai!
Imperatrice: "Allora non ho altre istruzioni da darti! Devo rassegnarmi anche io al Nulla!"
L'imperatrice alzò una mano e comincio ad osservarla; lentamente cominciarono a dissolversi nell'aria le unghie e le dita fino a raggiungere le nocche. I suoi occhi si sgranarono impauriti fino a quando riuscì a guardare Giuseppe attraverso la mano che la guardava imbambolato senza sapere che fare. Tremante comincio a lacrimare e a piangere dicendo: "Giuseppe! Ti prego! Giuseppe! Salvaci!"
Giuseppe si avvicinò commosso: "Che devo fare?"
L'imperatrice, mentre continuava a dissolversi nell'aria continuando a piangere disse: "Racconta quello che hai visto oggi! Raccontalo a tutte le persone che incontri! L'Aurin ti aiuterà nella ricerca e quando avrai trovato quello che serve per salvare il mio regno l'Aurin splenderà di nuovo."
Giuseppe continuando a guardare l'imperatrice quasi del tutto trasparente domandò: "Cosa devo cercare precisamente!"
L'imperatrice: "L'Aurin ti guiderà! Fa in modo che le persone si ricordino di Fantasia, così le persone correranno di nuovo insieme Ad Artax ed Areju, ricorderano il maghetto e il suo pipistrello rimbambito, ricorderanno l'omino con la lumaca da corsa, ricorderanno Mordiroccia e Morla e torneranno a volare sulle nuvole in groppa a Falkor!"
libro2L'imperatrice sparì completamente lasciando solo una minuscolo fumo che subito si dissolse, il libro cadde in un tonfo sul pavimento e si disintegrò all'instante. Giuseppe cercò di afferrare almeno un prova di quel libro, gettandosi in ginocchio sul pavimento ma ormai era tardi; il Nulla aveva distrutto sia il regno di fantasia, sia i suoi abitanti, sia l'imperatrice e persino il libro. Ancora in ginocchio Giuseppe pianse disperato a lungo, poi si ricordò dell'Aurin che aveva in tasca e riuscì a placare il suo pianto.

(continua...)

 



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