Antonio Gargiulo Blog |
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postato da Dragossido alle ore 20:47
Racconto... "La piscina 8"
"Mi hai, ho... Per dinci bacco!" urlo a squarciagola e penso: -Non ho mai detto in vita mia per dinci bacco!- poi sento dentro di me una energia fortissima focalizzata in un punto soltanto, sotto lo stomaco, precisamente nell'ombelico, a qualche centimetro sotto pelle. Un calore minuto divien fuoco vivido fin ad estendersi in un lampo, come una esplosione, come una stella che divien supernova, sento questa energia raggiungere dapprima ogni millimetro della pelle infuocandola, per poi irradiare tutto intorno a me. Il mondo sembra essersi fermato di colpo per tutti tranne me, Sandro è fermo come una statua davanti a me e guardandomi intorno vedo alcune foglie che stavano cadendo, sono ferme a mezz'aria, un uccello che stava per spiccare il volo è rimasto attaccato al ramo con le ali spiegate. Vi è un silenzio innaturale tutto intorno come se ogni essere vivente avesse smesso di emettere qualsiasi tipo di suono fin a bloccar or anche i movimenti, i fruscii e persino i battiti del cuore. Sento il fuoco all'ombelico scindersi in due parti distinte per allontanarsi l'una dall'altra alla stessa velocità verso direzioni opposte: una verso il basso, l'altra verso l'alto. Or dunque due fuochi bruciano distintamente in me, la prima all'altezza del petto sotto lo sterno, l'altra nel bacino. Una energia forte comincia a irradiare dai due fuochi che propagano lampi e fulmini intorno a me producendo una sorta di capsula di luce ad ellissi creando una forma ellissoidale tutto intorno, come se io fossi il nucleo al centro di un sole e ne vedo i contorni. Sento che posso alzarmi perché nessuno mi vedrà e non appena sono in piedi sento come avvolgere il bacino e il torace da qualcosa, le punte delle orecchie mi prudono, la parte finale della spina dorsale sembra che si stia allungando ed anche le unghie delle mani. Vedo crescere le mie unghie, sul mio corpo appaiono un pantaloncino ed un top nero, mi tocco le orecchie e le sento appuntite e quando porto le mani sul fondoschiena, mi accorgo di aver una coda come quella di un gatto. (fermare l'audio a destra e schiacciare play) Premiazione Innanzitutto penso che adesso qualcuno dirà che guardo troppi cartoni animati Hahahahaha! Comunque... 22 luglio 2009 Eboli
III Concorso Internazionale di Libri Sono stato premiato per il nono posto su 500 partecipanti Una emozione che volevo condividere con voi! Peccato che non ho qui con me lo scanner per farvi vedere il diploma! servizio offerto da: Permalink | commenti (12) | commenti (12)(popup) categorie : libri, racconto, osservazioni, fantasia, parlo di me, video, napoli, premiazioni, premio, la piscina, concorsi a premi, i miei scritti, eboli, bisogna sapere che, oggi penso a, gotulani, racconto fantasia, concorso internazionale di libri Leggimi anche su: ![]() (contenuto vm18)
postato da Dragossido alle ore 00:55
22/06/07 Una data? No, molto di più! Il primo post sul blog Dragossido, ma anche la data in cui tutto ha avuto inizio. Ma proprio tutto!!! Anche alcune bellissime cose. e come si può dimenticare quella magica data? Non si può! Da quel giorno sono cominciati poesie, pensieri, guide, viaggi scientifici, viaggi nel mondo del pc, racconti personali, e racconti di fantrasia... Si può solo festeggiare! Oggi 10 luglio... Insieme con il mio compleanno! si festeggia il blog dragossido
servitevi pure...
e brindiamo
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postato da Dragossido alle ore 00:08
Vorrei ringraziare Anneheche per questo splendido premio... E per festeggiare ripropongo le due puntate de "La vacanza a Milano" le cui puntate si trovano su I RACCONTI DEL BRUCO e nel prossimo post vi darò alcuni programmi consigliati per usare al meglio i contatti e il blog. La vacanza a Milano
Erano i primi giorni di dicembre e avevo deciso di trascorrere una settimana diversa dalle altre facendo visita alla metropoli di Milano. Lo squillo della sveglia mi aveva ricordato che ieri ero intento a preparare tutti i vestiti con cura per riporli nella valigia e avevo faticato poi a prendere sonno assorto ed emozionato dal pensiero di visitare questa grande metropoli e soggiornarvi per una settimana. Forse avevo esagerato nel prenotare una settimana intera, perché infondo, oltre al Duomo, conoscevo ben poco, ma ero fiducioso che avrei trovato sicuramente qualche cosa di particolare. Guardavo la valigia per riprendermi, mi ero alzato e catapultato dunque sotto la doccia e cercavo di prepararmi prima possibile. Dovevo prendere la funicolare per raggiungere il porto ed ero sceso prima da casa. All'accesso in piazzetta vidi tutti i bar chiusi come era di solito d'inverno e due ragazze parlavano tra loro. Una era molto più bassa di me, capelli ricci, bionda, un cappotto bianco con pelliccia sul collo. Ma il mio sguardo andò verso la sua amica che era alta quanto me, e forse anche di più. Infondo non è difficile con i tacchi essere più alti di me visto che sono alto 1,74. Aveva i capelli legati che terminavano in un codino sottile non molto lungo, due labbra messe in evidenza da un rosso non troppo acceso e un sorriso smagliante con denti perfetti e due fossette disuguali ma particolari. Una delle fossette formava nella parte superiore quasi la forma di un ombelico in miniatura. Non riuscivo a staccare gli occhi da quella visione, anzi un desiderio irrefrenabile di conoscerla mi aveva spinto a fare una cosa che non avevo mai fatto. Rallentai il passo e dissi: "Oh! Le sue fossettine sono davvero magnifiche ed inebrianti che non trovo le parole giuste per definirle per come meriterebbero!". Mi aveva sorriso e con aria turbata aveva detto: "Bel tentativo! Non sai dire di meglio?" e io con aria di sfida avevo accelerato il passo perché volevo avere l'ultima parola e le avevo risposto: "Veramente anche il suo vestito è molto curato e si vede che ha un buon gusto! Ha abbinato le scarpe giuste, i colori giusti e persino la borsa calza con dovizia al tutto! Forse per questo voleva una descrizione migliore delle sue fossettine, ma se vuole magari gliele descriverò in una lettera o in una poesia! Sempre se lei è capace di leggere ed ascoltare le parole che posso dirle!". Mi aveva guardata stupefatta, ed io ero scappato come una saetta. Forse impaurito o forse meravigliato di me stesso, ma ridevo come un idiota da solo. Pensieroso ero entrato nell'ultimo scomparto in basso della funicolare e dopo un po' le porte si erano chiuse e in un attimo di silenzio mi ero girato. Due scomparti più su c'era lei, la sua amica e due ragazzi. Mi aveva notato, mi aveva sorriso e io stavo praticamente morendo guardando quelle sue fossette e non riuscivo a distogliere lo sguardo, senza accorgermi che uno dei due ragazzi si era accorto del nostro sguardo intenso e fulminate e sembrava dimenarsi furioso e discutere animatamente con il suo amico.
La vacanza a Milano 2
Ero andato al bar della nave e avevo chiesto del ghiaccio. Il labbro inferiore mi sanguinava ancora e non potevo credere a quello che era successo. Quell'animale del suo fidanzato o compagno o di quel tizio che stava con lei, mi aveva dato un destro micidiale ed era successo all'improvviso, in un solo attimo; in un solo secondo, mi aveva colpito quando meno me l'aspettavo. Inutile dire che tremavo ancora per lo spavento e la rabbia. Avrei voluto reagire ma penso che era stato meglio che non l'avevo fatto. In cuor mio speravo solo che non avessi mai più rivisto quella gente nemmeno in cartolina. Al barman avevo detto che ero inciampato e avevo poi preso posto su un sedile della nave. Dopo poco avevo sentito una coppia discutere abbastanza animatamente tanto che tutti i passeggeri della nave si erano rivolti verso di loro. Non io, io avevo avuto giù la mia "cresima" di prima mattina e non mi interessava impicciarmi. La discussione tra quei due si era protratta a lungo, tanto che alcuni marinai avevano intimato la coppia ad uscire fuori e la tranquillità era ritornata nella nave. Anche il mio labbro aveva smesso di sanguinare. Lo sentivo gonfio e se lo era per davvero, magari al mio arrivo a Milano sarei andato in una farmacia a farmi prescrivere qualche cosa. Un leggerissimo languorino si stava apprestando a prendere possesso del mio stomaco perché non avevo fatto colazione. Mi ero diretto verso i bagni per liberarmi del fazzoletto con il ghiaccio che avevo ancora in mano dopodiché mi ero recato al bar. Avevo preso qualche cosa, penso che avevo preso dei biscotti che nel gergo vengono definiti "asciutti" perché sono semplici e non hanno creme, marmellate o altri contenuti strani. Mi apprestavo ad aprire l'involucro mentre mi dirigevo verso il piano superiore della nave perché quel giorno avevo voglia di fare due passi. Avevo girato l'angolo e imboccato la rampa delle scale continuando a guardare il pacchetto che ero intento ad aprire, quando qualcuno mi finì addosso facendomi cadere tutti i biscotti non so dove. La mia testa sul suo petto tra le sue grazie, le sua mani sul mio petto mantenendosi addosso a me. Avevo perso l'equilibro ed ero caduto all'indietro e lei con me, su di me, addosso a me, quasi a cavalcioni. Ancora lei. Inutile dire che ero come Superman sotto l'effetto della Kriptonite e non riuscivo a dire nulla. -Ancora lei, si è fatto male?- Mi aveva domandato mentre con la destra si aggiustava i capelli sciolti del suo lato sinistro. -Sembra che quest'oggi io sia la sua dannazione!- Mi aveva sorriso e avevo ricambiato. Poi aveva aggiunto -Mi dispiace per quello che è successo, davvero non so come scusarmi! Le fa ancora male il labbro?- rispondevo con delle semplici "eh" ad ogni cosa ma lei aveva ripreso a parlare ancora a cavalcioni su di me -Adesso le ho anche rovinato la colazione! Come potrà mai farmi perdonare?- Meglio non dire cosa mi era passato per la testa perché era un immagine per niente casta quindi non avevo risposto e lei continuava a starmi addosso e andava avanti a parlare. -Sono stata antipatica questa mattina, poi è stato picchiato e ora le ho rovinato anche la colazione!- Si era sollevata restando inginocchiata ancora addosso a me. Aveva una maglia di lana rossa e una gonna nera e aveva afferrato l'elastico per sistemarsi i capelli. La situazione era imbarazzante e procurava effetti che non voglio puntualizzare, ma che erano molto molto evidenti. Forse se ne era accorta e mi aveva detto -Adesso penso che mi odia anche per esserle finito addosso!- Avevo risposto di no e avrei voluto aggiungere che se lo avesse fatto altre mille volte non mi sarebbe dispiaciuto per nessuna delle mille, anzi avrei voluto che succedesse altre mille volte mille...
(Continua...)
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