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postato da Dragossido alle ore 00:55
sabato, 11 luglio 2009

22/06/07

Una data?

No, molto di più!

Il primo post sul blog Dragossido,

ma anche la data in cui tutto ha avuto inizio.

Ma proprio tutto!!!

Anche alcune bellissime cose.

e come si può dimenticare quella magica data?

Non si può!

Da quel giorno sono cominciati

poesie,

pensieri,

guide,

viaggi scientifici,

viaggi nel mondo del pc,

racconti personali,

e racconti di fantrasia...

Si può solo festeggiare!

Oggi 10 luglio...

Insieme con il mio compleanno!

si festeggia il blog dragossido

tn_ANTIPASTI2[1].jpg

servitevi pure...

piatti[1].jpg

e brindiamo

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postato da Dragossido alle ore 00:08
sabato, 14 marzo 2009

Vorrei ringraziare Anneheche per questo splendido premio... E per festeggiare ripropongo le due puntate de "La vacanza a Milano" le cui puntate si trovano su I RACCONTI DEL BRUCO e nel prossimo post vi darò alcuni programmi consigliati per usare al meglio i contatti e il blog.

La vacanza a Milano
Erano i primi giorni di dicembre e avevo deciso di trascorrere una settimana diversa dalle altre facendo visita alla metropoli di Milano. Lo squillo della sveglia mi aveva ricordato che ieri ero intento a preparare tutti i vestiti con cura per riporli nella valigia e avevo faticato poi a prendere sonno assorto ed emozionato dal pensiero di visitare questa grande metropoli e soggiornarvi per una settimana. Forse avevo esagerato nel prenotare una settimana intera, perché infondo, oltre al Duomo, conoscevo ben poco, ma ero fiducioso che avrei trovato sicuramente qualche cosa di particolare. Guardavo la valigia per riprendermi, mi ero alzato e catapultato dunque sotto la doccia e cercavo di prepararmi prima possibile. Dovevo prendere la funicolare per raggiungere il porto ed ero sceso prima da casa. All'accesso in piazzetta vidi tutti i bar chiusi come era di solito d'inverno e due ragazze parlavano tra loro. Una era molto più bassa di me, capelli ricci, bionda, un cappotto bianco con pelliccia sul collo. Ma il mio sguardo andò verso la sua amica che era alta quanto me, e forse anche di più. Infondo non è difficile con i tacchi essere più alti di me visto che sono alto 1,74. Aveva i capelli legati che terminavano in un codino sottile non molto lungo, due labbra messe in evidenza da un rosso non troppo acceso e un sorriso smagliante con denti perfetti e due fossette disuguali ma particolari. Una delle fossette formava nella parte superiore quasi la forma di un ombelico in miniatura. Non riuscivo a staccare gli occhi da quella visione, anzi un desiderio irrefrenabile di conoscerla mi aveva spinto a fare una cosa che non avevo mai fatto. Rallentai il passo e dissi: "Oh! Le sue fossettine sono davvero magnifiche ed inebrianti che non trovo le parole giuste per definirle per come meriterebbero!". Mi aveva sorriso e con aria turbata aveva detto: "Bel tentativo! Non sai dire di meglio?" e io con aria di sfida avevo accelerato il passo perché volevo avere l'ultima parola e le avevo risposto: "Veramente anche il suo vestito è molto curato e si vede che ha un buon gusto! Ha abbinato le scarpe giuste, i colori giusti e persino la borsa calza con dovizia al tutto! Forse per questo voleva una descrizione migliore delle sue fossettine, ma se vuole magari gliele descriverò in una lettera o in una poesia! Sempre se lei è capace di leggere ed ascoltare le parole che posso dirle!". Mi aveva guardata stupefatta, ed io ero scappato come una saetta. Forse impaurito o forse meravigliato di me stesso, ma ridevo come un idiota da solo. Pensieroso ero entrato nell'ultimo scomparto in basso della funicolare e dopo un po' le porte si erano chiuse e in un attimo di silenzio mi ero girato. Due scomparti più su c'era lei, la sua amica e due ragazzi. Mi aveva notato, mi aveva sorriso e io stavo praticamente morendo guardando quelle sue fossette e non riuscivo a distogliere lo sguardo, senza accorgermi che uno dei due ragazzi si era accorto del nostro sguardo intenso e fulminate e sembrava dimenarsi furioso e discutere animatamente con il suo amico.
La vacanza a Milano 2
Ero andato al bar della nave e avevo chiesto del ghiaccio. Il labbro inferiore mi sanguinava ancora e non potevo credere a quello che era successo. Quell'animale del suo fidanzato o compagno o di quel tizio che stava con lei, mi aveva dato un destro micidiale ed era successo all'improvviso, in un solo attimo; in un solo secondo, mi aveva colpito quando meno me l'aspettavo. Inutile dire che tremavo ancora per lo spavento e la rabbia. Avrei voluto reagire ma penso che era stato meglio che non l'avevo fatto. In cuor mio speravo solo che non avessi mai più rivisto quella gente nemmeno in cartolina. Al barman avevo detto che ero inciampato e avevo poi preso posto su un sedile della nave. Dopo poco avevo sentito una coppia discutere abbastanza animatamente tanto che tutti i passeggeri della nave si erano rivolti verso di loro. Non io, io avevo avuto giù la mia "cresima" di prima mattina e non mi interessava impicciarmi. La discussione tra quei due si era protratta a lungo, tanto che alcuni marinai avevano intimato la coppia ad uscire fuori e la tranquillità era ritornata nella nave. Anche il mio labbro aveva smesso di sanguinare. Lo sentivo gonfio e se lo era per davvero, magari al mio arrivo a Milano sarei andato in una farmacia a farmi prescrivere qualche cosa. Un leggerissimo languorino si stava apprestando a prendere possesso del mio stomaco perché non avevo fatto colazione. Mi ero diretto verso i bagni per liberarmi del fazzoletto con il ghiaccio che avevo ancora in mano dopodiché mi ero recato al bar. Avevo preso qualche cosa, penso che avevo preso dei biscotti che nel gergo vengono definiti "asciutti" perché sono semplici e non hanno creme, marmellate o altri contenuti strani. Mi apprestavo ad aprire l'involucro mentre mi dirigevo verso il piano superiore della nave perché quel giorno avevo voglia di fare due passi. Avevo girato l'angolo e imboccato la rampa delle scale continuando a guardare il pacchetto che ero intento ad aprire, quando qualcuno mi finì addosso facendomi cadere tutti i biscotti non so dove. La mia testa sul suo petto tra le sue grazie, le sua mani sul mio petto mantenendosi addosso a me. Avevo perso l'equilibro ed ero caduto all'indietro e lei con me, su di me, addosso a me, quasi a cavalcioni. Ancora lei. Inutile dire che ero come Superman sotto l'effetto della Kriptonite e non riuscivo a dire nulla. -Ancora lei, si è fatto male?- Mi aveva domandato mentre con la destra si aggiustava i capelli sciolti del suo lato sinistro. -Sembra che quest'oggi io sia la sua dannazione!- Mi aveva sorriso e avevo ricambiato. Poi aveva aggiunto -Mi dispiace per quello che è successo, davvero non so come scusarmi! Le fa ancora male il labbro?- rispondevo con delle semplici "eh" ad ogni cosa ma lei aveva ripreso a parlare ancora a cavalcioni su di me -Adesso le ho anche rovinato la colazione! Come potrà mai farmi perdonare?- Meglio non dire cosa mi era passato per la testa perché era un immagine per niente casta quindi non avevo risposto e lei continuava a starmi addosso e andava avanti a parlare. -Sono stata antipatica questa mattina, poi è stato picchiato e ora le ho rovinato anche la colazione!- Si era sollevata restando inginocchiata ancora addosso a me. Aveva una maglia di lana rossa e una gonna nera e aveva afferrato l'elastico per sistemarsi i capelli. La situazione era imbarazzante e procurava effetti che non voglio puntualizzare, ma che erano molto molto evidenti. Forse se ne era accorta e mi aveva detto -Adesso penso che mi odia anche per esserle finito addosso!- Avevo risposto di no e avrei voluto aggiungere che se lo avesse fatto altre mille volte non mi sarebbe dispiaciuto per nessuna delle mille, anzi avrei voluto che succedesse altre mille volte mille...
(Continua...)


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postato da Dragossido alle ore 15:29
giovedì, 31 gennaio 2008

Scarpe: sono importanti oppure no?
Lunedì mattina sono andato a Napoli ed indossavo queste scarpe! Indossavo un pantalone di similpelle, una camica di raso grigia (un po' brillante) e un maglione nero con addosso una giacca di similpelle nera.... Diciamo che, così vestito, le scarpe non erano perfettamente abbinate, ma io le ho messe perché sono una delle paia di scarpe più comode che ho e siccome a Napoli cammino parecchio, indossare queste scarpe mi sembrava a scelta più logica!
Mentre caminavo ho notato che molti uomini mi scrutavano dall'alto in basso e il loro sguardo si fermava proprio sulle scarpe, dopodichè con la bocca accennavano quasi una smorfia di sdegno, come per dire che ero vestito bene, ma queste scarpe prorio non c'entravano nulla!
All'inizio pensavo che fosse soltanto una mia impressione, ma queste occhiate sul mio look, si susseguivano pressapoco in maniera identica e la cosa strana che a farlo erano gli uomini nei confronti di altri uomini e le donne nei confronti di altre donne!
Ho notato che non era solo con me che qusto sguardo scrutava dall'alto in basso, ma nei confronti di tutti, e gli uomini scrurtavano gli uomini e le donne scrutavano le donne!
Preoccupato all'inizio ho pensato che improvvisamente a Napoli fossero diventati tutti omosessuali, ma poi sono rimasto ad osservare e ho notato che la faccia di alcuni cambiava a seconda del tipo di scarpe che una persona potava: se si incastonavano bene con il modo di vestire, scrutavano più e più volte una persona; se invece non non si abbinavao bene, chi osservava si girava con un piccolo accenno di sdegno!
Avevo sempre creduto che le scarpe imporavano poco!
Quello che mi ha colpito però di più è che il giudizio del modo di vestire era molto più acuito nei confronti delle persone dello stesso sesso che non rispetto al modo di vestire del sesso opposto
Perchè tutti giudicavano le scarpe del proprio sesso e poi si curavano poco dell'aspetto del sesso opposto?
Gli incroci di sguardi tra i due sessi opposti sono: lei che guarda in viso e lui che guarda un po' più giù del viso, (non io ma la magioranza è così!) dopodichè lei guarda soto la cinta e lui anche e infine se tutto questo piaceva lo sguard scendeva fino a giù alle scarpe.
Assurdo!
Il tutto durava due, o massimo 4 secondi! Solo alcune volte tra i due sessi si arriva a guardare fino alla scarpe... E anche in quel caso se stanno bene abbinate la pesona difronte guarda ancora, ma se non sono bene abbinate volta lo sguardo altrove!
A me si giravano tutti altrove con aria abbasanza disgustata
Non m era mai interessato delle scarpe...
Ho sempre ritenuto che fosse una cosa poco importante...
Adesso ho dei dubbi!
Ma secondo voi, fanno davvero pena ste scarpe?
+++
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