Antonio Gargiulo Blog |
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postato da Dragossido alle ore 09:40
![]() Carissimi Amici blogger, questa settimana propongo solo la puntata de "La piscina" Questo perchè ancora non ho scritto il seguito de "L'iperatrice" E anche nel caso de "La piscina" questa che vi propongo è una delle ultime che ho scritto. Quello che avete letto nelle ultime sette settimane erano riproposte. Ultimamente mi sto dedicando ad un raconto nuovo e sono un po' in difficoltà con i seguiti de "la piscina" e de "l'imperatrice bambina". Vedramo cosa mi porterà l'ispirazione più in avanti. ----------------------------------------- Racconto... visto con gli occhi di una donna "La piscina 8"
"Mi hai, ho... Per dinci bacco!" urlo a squarciagola e penso: -Non ho mai detto in vita mia per dinci bacco!- poi sento dentro di me una energia fortissima focalizzata in un punto soltanto, sotto lo stomaco, precisamente nell'ombelico, a qualche centimetro sotto pelle. Un calore minuto divien fuoco vivido fin ad estendersi in un lampo, come una esplosione, come una stella che divien supernova, sento questa energia raggiungere dapprima ogni millimetro della pelle infuocandola, per poi irradiare tutto intorno a me. Il mondo sembra essersi fermato di colpo per tutti tranne me, Sandro è fermo come una statua davanti a me e guardandomi intorno vedo alcune foglie che stavano cadendo, sono ferme a mezz'aria, un uccello che stava per spiccare il volo è rimasto attaccato al ramo con le ali spiegate. Vi è un silenzio innaturale tutto intorno come se ogni essere vivente avesse smesso di emettere qualsiasi tipo di suono fin a bloccar or anche i movimenti, i fruscii e persino i battiti del cuore. Sento il fuoco all'ombelico scindersi in due parti distinte per allontanarsi l'una dall'altra alla stessa velocità verso direzioni opposte: una verso il basso, l'altra verso l'alto. Or dunque due fuochi bruciano distintamente in me, la prima all'altezza del petto sotto lo sterno, l'altra nel bacino. Una energia forte comincia a irradiare dai due fuochi che propagano lampi e fulmini intorno a me producendo una sorta di capsula di luce ad ellissi creando una forma ellissoidale tutto intorno, come se io fossi il nucleo al centro di un sole e ne vedo i contorni. Sento che posso alzarmi perché nessuno mi vedrà e non appena sono in piedi sento come avvolgere il bacino e il torace da qualcosa, le punte delle orecchie mi prudono, la parte finale della spina dorsale sembra che si stia allungando ed anche le unghie delle mani. Vedo crescere le mie unghie, sul mio corpo appaiono un pantaloncino ed un top nero, mi tocco le orecchie e le sento appuntite e quando porto le mani sul fondoschiena, mi accorgo di aver una coda come quella di un gatto. (fermare l'audio a destra e schiacciare play)
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postato da Dragossido alle ore 17:07
![]() Avviso importante ai naviganti: In questi giorni, ci sono errori per commentare e per scrivere...
niente paura: ad ogni cosa c'è soluzione
ed io vi do la mia
Innanzitutto si tratta di un crash al browser
ma persisterà finchè non togliete il crash dal vostro pc.
Come? facile: bisogna eliminare la cronologia
oppure scaricare un programmino come cclean che vi cancella anche un po' di "porcherie" che non servono a nulla dal pc
-------------------------------------- Racconto... visto con gli occhi di una donna "La piscina 7"
-------- Lungo tutto il viale dal cancello fino alla mia porta d'ingresso, sono cosparse diverse ciocche di peli bianchi. Attonita rimango ad osservare quel disastro simile alla spumante scia bianca, lasciata sul mare dal passaggio di navi o aliscafi con i loro motori che rilasciano di volta in volta decine e decine di sostanze dannose ed inquinanti; allo stesso modo questa scia di peli lascia dentro di me una scia di paura dell'ignoto che alimenta un presagio di sventura terribile che era accaduto, che sta accadendo e che forse dovrà accadere da qui a poco. Mi domando cosa poteva essere successo al povero, minuto, indifeso e perenne cuccioletto di cagnolino visto che i suoi peli sono sparsi sul viale di questo giardino nel quale ho in dosso solo le mie scarpe; se il o i ladri di vestiti avevano fatto del male a quello scricciolo di cane e se si, per quale motivo, ma non riesco a trovar risposte. Se avevano fatto qualche cosa a quel frugoletto, non oso immaginare cosa può succedere a me ed in cuor mio spero che l'autore o gli autori di questo strano furto di vestiti mi abbiano almeno lasciato qualcuno degli indumenti che ho steso ieri. Timorosa poggio un piede dietro l'altro, lentamente, cercando di far meno rumore possibile, tra le fronde e l'erba alta, nascondendomi e camminando nello spazio tra la recinzione e i fusti degli alberi in linea intorno al giardino. Stanno appena facendo capolino le prime luci ma spero che nessuno mi veda mentre cerco di raggiungere le corde dove avevo steso ieri i miei vestiti. Mi affaccio sullo spiazzarle adiacente al giardino per vedere se è rimasto qualche indumento, ma purtroppo anche dei miei vestiti stesi non v'è traccia alcuna. "Porca vacca! E adesso come diavolo faccio?" chiedo a me stessa esclamando ad alta voce, disperata poi penso: -Hei, un momento! Potrei telefonare a qualcuno per farmi portare dei vestiti!- Torno sui miei passi per rientrare in casa mentre penso a chi telefonare e cosa dire, avvicinandomi furtivamente alla porta, ma proprio quando sono a pochi centimetri di distanza, uno spiffero di vento chiude la porta in un batter d'occhio. Guardo disperata la maniglia finta che impedisce l'apertura dall'esterno della porta ed io afferro il pomello forte e cerco di aprire dapprima a strattoni, poi con spallate, calci, pugni disperandomi sempre più. Stremata e piangente mi accovaccio davanti alla porta dopo aver strusciato con la mano sulla sua superficie. Avrei dovuto almeno coprirmi con le lenzuola, almeno ora non sarei completamente nuda, accovacciata davanti alla porta di casa senza possibilità alcuna di recuperare i cellulari o le chiavi di casa o almeno le chiavi della macchina. Piango singhiozzando quando ad un tratto... "Chi va là?" tuona una voce maschile. Faccio un balzo tra i cespugli più vicini per nascondermi e vedo avvicinarsi qualcuno lentamente che aggiunge: "Ti ho visto nasconderti nei cespugli, ti conviene uscir fuori e arrenderti prima che venga lì a prenderti!" Nell'oscurità non riesco a distinguere chi sia ma chiunque sia, si è fermato in direzione dei cespugli dove sono nascosta e muove un passo verso di me esclamando: "Su avanti, vieni fuori! - muove un altro passo verso di me - Lo so che sei lì, ladruncolo da strapazzo! - e poi muove un altro passo - Hai ancor qualche secondo di tempo per venir fuori! - e ancora un passo verso di me - E se scopro che hai dato fastidio alla signorina Carmen, io..." Riesco a distinguere tra le foglie che si tratta del mio vicino di casa Sandro e con voce flebile rispondo: "Sandro sono io, Carmen!" Lui si ferma e chiede: "Carmen? E perché ti sei nascosta? Ti ho intimorita?" Io: "No è che… ecco vedi… il fatto è che…" E lui: "Non ti preoccupare! Puoi uscire! Sono Sandro! Mi dispiace di averti messo paura! Credevo fosse un ladro che volesse farti del male!" Io: "Ti ringrazio! Sei gentilissimo!" E lui: "bhe allora su, puoi uscire adesso… sai chi sono, mi conosci no?" Io: "Sandro… io… Non… Cioè…" Lui fa un passo lentamente, è ormai vicinissimo al cespuglio e aggiunge: "su dai, sono io, esci fuori! Davvero non volevo farti del male e non te ne voglio fare adesso… Ti giuro che non volevo spaventarti!" Io: "Si, ti conosco bene, ma ti dico che… è meglio che vai via adesso!" Lui fa ancora un passo avvicinandosi, è ormai a meno di mezzo metro dal cespuglio, se fosse giorno credo che potrebbe vedermi e forse con le prime luci, temo che possa vedermi anche in questo momento e dice: "Ti chiedo scusa davvero! Ti sei fatta per caso male?" Io: "Sandro, ti prego, vai via!" Lui: "Spiegami almeno che cosa è successo, che cosa ti ho fatto, perché sei arrabbiata…" (continua....) ------------------------------------------------------------------------- L'imperatrice Bambina 7 Marta, la figlia di Giuseppe, quel giorno ricevette una telefonata a casa in cui la avvisarono del ricovero in manicomio di suo padre. Rimase impietrita per un attimo dopo aver appreso la notizia, poi lasciò cadere la cornetta, afferrò il cappotto e le chiavi della macchina in fretta e furia e si precipitò verso il manicomio nell'intento di liberare suo padre da quella che credeva fosse una ingiustizia. Avrebbe chiesto spiegazioni, si sarebbe battuta per dimostrare che si era trattato di sicuro di un equivoco. Come poteva suo padre essere diventato d'improvviso pazzo? Lui che entrava tutti i giorni in anticipo al lavoro, lui che aiutava tutti a trovare i libri, lui che aveva aiutato studenti a diventare ingegneri e avvocati con i suoi suggerimenti? (continua...) servizio offerto da: Permalink | commenti (14) | commenti (14)(popup) categorie : computer, racconto, appello, internet, osservazioni, fantasia, cose da fare, html, la storia infinita, la piscina, i miei scritti, bisogna sapere che, gotulani, racconto fantasia, imperatrice bambina ![]() ![]() (contenuto vm18) ![]()
postato da Dragossido alle ore 00:20
![]() Poesia: "Mani" C'è magia nelle mani! Antonio Gargiulo -------------- Poesia: "Perchè ti cercherò" Perchè ti cercherò...
Antonio Gargiulo --------------- Poesia: "Lupo mannaro alla Luna" Nascosto tra mura abbandonate e fronde fitte, guardo te, Luna, causa del mio male. Tu bianca, ma vitrea come il ghiaccio di una lacrima triste che solidifica dopo un pianto intenso. Tu, ragione di mia tristezza per questo sortilegio che mi lega a te. Tu, lontana, ma vicina al mio male, legata a me con un legame si stretto da allontanar tutto il resto. Tu, che mi costringi a riprender fiato ogni vola per le convulsioni causate dalla trasformazioni tue, di cui io son specchio mio malgrado. Tu, fredda ed insensibile a questo sentimento mio di straziante sofferenza per essere costretto a rivelarmi diverso da quel che sono. Io che a causa tua posso avvicinarmi a lei solo con corpo non mio, guardarla attraverso occhi non miei e comunicar con lei con un linguaggio e una voce non mia, ti imploro. Sparisci da questo universo, o da questa galassia, o almeno da questo sistema solare. Oppur ancor vesti di nuvole le nudità tue, copriti in modo che non possa vederti, nasconditi agli occhi miei e ad ogni singola cellula del mio essere, fa in modo che non mi tramuti più per poter esser suo. Antonio Gargiulo servizio offerto da: Permalink | commenti (6) | commenti (6)(popup) categorie : poesia, le mie poesie, i miei scritti ![]() ![]() (contenuto vm18) |