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postato da Dragossido alle ore 23:20
sabato, 31 ottobre 2009

Racconto... Visto con gli occhi di una donna

"La piscina 4"


Con la collaborazione di Gotulani



Maniaco o timido, quale è il carattere di questo ammiratore segreto? Che significa che mi osserva? Mi osserva mentre lavoro, all'uscita o mentre nuoto nuda? E se riesce a osservarmi come riesce a farlo? Da qualche finestra che non ho visto? Oppure riesce a entrare anche dopo che ho chiuso?

Queste sono le domande che affollano la mia mente e penso: -Se si tratta di una persona che riesce a entrare e osservarmi anche dopo che ho chiuso, l'unica persona che potrebbe farlo è Gino il custode che possiede tutte le chiavi della costruzione all'interno della quale c'è la piscina... Ma no! No! Non può essere lui! Dopo aver visto la mia correttezza e precisione nel chiudere tutto, mi ha chiesto di andar via prima e di occuparmi della chiusura! Deve essere qualcun altro, ma chi?-

Comincio a fare diverse ipotesi: per esempio un vecchio custode che si è fatto una copia di riserva di una delle uscite di sicurezza, oppure qualcuno dei clienti che ha fatto il calco di un a delle chiavi, ma nessuna delle ipotesi sembra essere plausibile, visto che proprio quando era arrivato Gino erano state cambiate tutte le porte e le finestre.

Se una persona davvero mi osserva mentre faccio il bagno nuda, quando io chiudo deve essere già dentro e siccome non c'è anima viva, non può esserci qualcuno a osservarmi.

Quello che mi ha colpito è invece la frase finale "pensa che ti osservo" dell'ultimo biglietto, perchè è una chiara provocazione, un invito a farmi osservare, ma io continuo a pensare sul da farsi mentre in piscina si susseguono i vari allenamenti.

L'ultima istruttrice dei ragazzi inserisce un cd per insegnare una specie di coreografia per il saggio di fine anno da mostrare ai genitori dei bambini. L'inizio sembra tetro e oscuro, come un film dell'orrore, poi aguzzo l'orecchio per ascoltare meglio: si tratta de "La giudecca" dei Rondò Veneziano ed è una delle mie canzoni preferite con la quale, se chiudi gli occhi ti sembra di viaggiare velocissima, di muoverti attraverso lo spazio tra le stelle ed è la stessa sensazione che si prova nuotando. La scelta di quella canzone non poteva essere più appropriata e la voglia di entrare in acqua per un bagno si fissa in me ancor più forte, come una voce silenziosa che canta a squarciagola senza fiato, strozzata perché non vede l'ora di uscir fuori per spaccare i timpani al mondo intero.

A fine della giornata recupero tutti gli accappatoi e i teli sparsi negli spogliatoi, la voglia di fare un bagno è troppo forte anche se ho un po' timore di questi continui biglietti che arrivano, ma pazienza, farò il bagno con il costume, ma prima controllo e ricontrollo per essere sicura di aver chiuso bene e per vedere se davvero non c'è nessuno.

Mi avvicino alla piscina, mi sfilo il pantaloncino e la maglia facendoli cadere al bordo della vasca e mi tuffo, ma non mi sento completa, sembra come avere catene, non mi sento libera e penso: -E va bene ammiratore segreto, visto che provochi adesso ci penso io a provocarti a mia volta! Dovrai pur dire qualche cosa al prossimo biglietto, no?-

Dopo aver pensato questo, porto le mani dietro la schiena per slacciare il reggiseno del costume e sfilarlo, mi avvicino al bordo della piscina, poso il reggiseno sul bordo, afferro i miei seni con le mani e sussurro: "Allora? Che ne dici ti piacciono? Vorresti toccarli? - poi mi avvicino al bordo della vasca e appoggiando i seni sul bordo - pensa come sarebbero belli schiacciati sul tuo corpo!... ti piacciono eh? Allora osservami ancora... Ora ti faccio veder di meglio! - mi spingo con i piedi verso il centro della vasca e nuotando a dorso con le mani tiro giù anche gli slip del costume, lo sfilo, lo lancio lontano e continuo a sussurrare - Sono qui nuda! Guarda i miei seni che si ergono sull'acqua... bagnati... turgidi... ritti, e guarda il mio sesso, la parte più intima di me, se mi stai guardando immagino che le tue mani viaggiano sul tuo corpo fino a stringere il tuo sesso... e allora stringilo e immagina che anche io ti osservo come tu osservi me e mi chiedo per quanto ancora ti limiterai solo ad osservarmi!"

Mi sono eccitata dicendo tutte queste cose, raggiungo il bordo della vasca... risalgo in fretta e le mie mani scivolano sul mio corpo fino alle parti più intime... Inutile dire che ansimo e gemo, poi mi rivesto in fretta indossando solo il pantaloncino e la maglietta, recuperando il pezzi del costume e fuggo a casa dopo aver chiuso per bene tutto.

È mercoledì e mentre sto per entrare arriva ancora una volta il fioraio con un altro mazzo di rose, al quale dico: "Aspetta solo un attimo! Solo il tempo di guardare il biglietto ok?"

Apro la busta e invece delle solite frasi, trovo soltanto tre puntini ed io penso: -eh no! Non è giusto così! Che fai? Prima butti la pietrina e poi nascondi la manina? Eh no! Adesso ti sistemo io!-

Poi dico al fioraio: "Scusa, mi faresti un piacere? Visto che sei sempre la stessa persona che mi porta i fiori e che forse conosci l'autore, se arriva un'altra volta gli potresti dare un biglietto da parte mia?"

Fioraio con aria un po' dubbiosa risponde: "Ma certo signorina!"

Afferro un foglio e sopra scrivo...

38151e4c48bb20b76ef9dab29c5e1db6_small[2].jpg (Continua...)

Racconto...

L'Imperatrice Bambina 04

Giuseppe era ancora inginocchiato sul pavimento con sguardo sconfortato, deluso e perso verso il basso. Alzò la testa verso l'alto mentre un'ultima lacrima scorreva sulla sua guancia; il suo sguardo si posò per caso verso lo scaffale in cui erano raccolti i libri di alcuni poeti. Il suo pensiero ritornò indietro nel tempo, ai tempi della scuola, quando la famiglia si trasferì dal paesello in cui abitavano nella città.

Era l'ultimo anno delle scuole superiori per Giuseppe, la scuola era cominciata da due mesi e Giuseppe si ritrovò a dover affrontare professori nuovi, programmi nuovi e compagni nuovi. Giuseppe aveva una buona media scolastica ma il primo giorno a fu terribile. Al suo ingresso in classe nessuno dei ragazzi lo volle come compagno di banco e Giuseppe si ritrovò infondo alla classe in un banco doppio. Quando il primo professore fece l'ingresso in classe e cominciò l'appello, Giuseppe notò che mancava una ragazza di nome Carla e l'unico posto libero era proprio quello vicino al suo. Quella ragazza al rientro si sarebbe dovuta sistemare nel banco con lui e Giuseppe si stava gia domandando: "E se fosse cattiva come gli altri? E se mi scacciasse come hanno fatto tutti?..." In quel momento una ragazza disse alla sua compagna di banco, con aria cattiva: "Adesso quella cosa strana di Carla avrà un suo simile: Un altro coso strano!" e ridevano; e ridevano quasi a crepapelle fino a che la professoressa le riprese. A ricreazione nessuno parlò a Giuseppe che si sentì per tutto il tempo escluso, quasi come se fosse uno che avesse la peste, e tutti i compagni di classe lo deridavano.

Il giorno successivo Giuseppe arrivò per primo in classe ma era triste e sconsolato, guardava il posto affianco a lui con aria dubbiosa mentre tutti gli altri ragazzi prendevano posizione. Si erano tutti messi composti e per ultima fece ingresso anche Carla. tutti dicevano: "eccola, eccola... Ecco arrivata la più terrificante delle cose terrificanti! La secchiona per eccellenza!" Giuseppe alzò gli occhi e la vide. Aveva i capelli rossi, ma un viso angelico, il corpo era stupendo e con se aveva tutti i libri e gli appunti, la guardò camminare verso di se e spalancò la bocca per quanto era bella! Rimase imbambolato fino a che lei si sedette affianco e cominciò a parlare con lui. Da quel giorno cominciò prima l'amicizia, fatta di confessioni e di racconti sulle esperienze e sui fidanzamenti passati, poi l'amore si fece spazio e li portò fino all'altare e alla gioia di una figlia. Ma il destino presentò un conto salato ad entrambe e chiese di barattare la vita di Carla in cambio della nuova vita.

Giuseppe però ripensò a tutto il perido della scuola quando con Carla leggeva i poeti ed in particolare un libricino piccolo che si trovava proprio in quella biblioteca. Si mise dunque a cercarlo tra un libro e l'altro e lo scorse, si diresse verso la libreria, sfogliò e tra le pagine trovò un foglio con una poeisia di Carla che lesse con attenzione fino alle frasi finali.

"Carissimo amore mio, ricordati sempre che siamo tutti parte di una storia infinita e se un giorno non ci sarò più, fai in modo di credere ancora ai sogni che abbiamo coltivato insieme. Carla

In quel momento dal libro uscì un fumo rosso...

libro1

(Continua...)

Testo ripreso dal blog di Erika2 
exapedo_blog[2].jpg

Vi lancio una sfida! Nel mondo dei blog siamo numerosi, pero', possiamo riuscirci a far girare un messaggio a tutti ed è per una causa buonissima ANTIPEDOFILIA! Perche' episodi su tanti bambini siano solo un brutto ricordo per tutti. Daremo un segnale... CREDIAMOCI INSIEME!! Ricopiate sul vostro blog questo stralcio e vediamo quanti di noi riescono realmente a dar vita a questa campagna e,dopo averlo copiato aggiungete la vostra firma... come dire IO CI STO!!
Combattiamo insieme

Anche io ci sto:

Antonio Gargiulo.





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postato da Dragossido alle ore 00:37
domenica, 25 ottobre 2009

Racconto... Visto con gli occhi di una donna
"La piscina 3"


Con la collaborazione di Gotulani



Mentre fanno ingresso i primi ragazzi della squadra junior della pallanuoto, continuo a guardare il foglietto.

003ac133bf9166118d1bc30555f30f0e_small[1].jpg

Mi intriga questo modo così misterioso con il quale è stato scritto, andando a capo in precisi momenti con il supporto di questi puntini sospensivi che ne creano uno più imponente in me di carattere interrogativo, producendo due forze contrastanti e intense come due masse d'aria, una calda e una fredda, che si incontrano, si sbattono contro e si avvolgono, fino a creare un vortice, un uragano dove io sono il centro, l'occhio che osserva osservato a sua volta. Sono convinta che nessuno ha potuto assistere ai miei bagni nuda in piscina, ma questo biglietto misterioso e poco chiaro, ha un certo non so che, in quanto mi lascia pensare che tutto è stato scritto per farmi capire solo in parte, come in una specie di linguaggio in codice, la scelta dei puntini sospensivi non appare per nulla un fatto lasciato al caso. Allo stesso tempo, però, potrebbe essere solo una coincidenza e non so che fare.

Distribuisco gli accappatoi e i teli ai ragazzi e mentre fanno allenamento cerco di rovistare tra i miei ricordi qualche frase che mi è stata detta che possa assomigliare in qualche modo a quelle poche frasi contenute nel foglietto, ma è impossibile venirne a capo. Poi mi chiedo se rinunciare al bagno in piscina e giungo con rammarico a pensare che per oggi è meglio evitare. Alla fine della giornata sistemo tutto e pulisco guardando di continuo la piscina, poi spengo tutto e mi reco a casa guardandomi intorno, ma non c'è anima viva.

Martedì mattina arrivo con cinque minuti di ritardo e Gino il custode mi saluta domandando: "Buon giorno Carmen, sei sempre puntuale, che è successo?"

io: "Buon giorno! No nulla!"

Gino: "Secondo me ti sei svegliata tardi perché hai fatto tardi con il tuo ragazzo! Anzi... A proposito, è andato via da due minuti il fioraio con altri fiori!"

Resto un attimo immobile e senza parole, poi ribatto: "Non sono fidanzata e non so chi sia questo tizio che mi manda i fiori!"

Saluto Gino dopo aver recuperato i fiori e mi incammino verso la piscina mentre apro la bustina contenente un nuovo biglietto.

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(continua...)

Racconto: L'Imperatrice Bambina 03

torre d

Imperatrice: "Giuseppe, sono l'imperatrice di Fantasia!"
Giuseppe: "Ma è impossibile? Come può una bambina essere imperatrice?"
Imperatrice: "Tutto è possibile! Ma le persone hanno smesso di credere e sparare e questa volta nemmeno la mia torre d'avorio ha resistito al Nulla."
Giuseppe con aria interrogativa domandò: "In che senso? Che significa 'questa volta'?"
Imperatrice: "Già una volta un bambino ci salvò dalla distruzione!"
Giuseppe: "Bastian?"
Imperatrice: "Si! Conservo ancora l'ultimo granello di sabbia. E l'ho portato qui con me." L'imperatrice mostra un medaglione a Giuseppe e poi prosegue: "E' stato incastonato nell'Aurin di cui adesso voglio farti dono!"
Giuseppe allungò la mano titubante e chiese: "Dovrei esprimere io dei desideri come ha fatto Bastian?"
Imperatrice: "Questa volta purtroppo non basta! Devi cercare altre persone che possano crederti e sperare con te!"
Giuseppe afferra il medaglione, lo guarda tra le sue mani e poi risponde: "Ma questo è un compito difficile! Non credo che riuscirò mai a trovare qualcuno che mi crederà!"
Imperatrice: "Oh no! Ti sbagli! Qualcuno ti ascolterà! Anzi, forse qualcuno ti ha già ascoltato! E ti sta ascoltando anche adesso!"
Giuseppe: "Imperatrice, tu vuoi prendermi in giro! Io non credo che qualcuno mi ascolti… Nessuno mi crederà mai!
Imperatrice: "Allora non ho altre istruzioni da darti! Devo rassegnarmi anche io al Nulla!"
L'imperatrice alzò una mano e comincio ad osservarla; lentamente cominciarono a dissolversi nell'aria le unghie e le dita fino a raggiungere le nocche. I suoi occhi si sgranarono impauriti fino a quando riuscì a guardare Giuseppe attraverso la mano che la guardava imbambolato senza sapere che fare. Tremante comincio a lacrimare e a piangere dicendo: "Giuseppe! Ti prego! Giuseppe! Salvaci!"
Giuseppe si avvicinò commosso: "Che devo fare?"
L'imperatrice, mentre continuava a dissolversi nell'aria continuando a piangere disse: "Racconta quello che hai visto oggi! Raccontalo a tutte le persone che incontri! L'Aurin ti aiuterà nella ricerca e quando avrai trovato quello che serve per salvare il mio regno l'Aurin splenderà di nuovo."
Giuseppe continuando a guardare l'imperatrice quasi del tutto trasparente domandò: "Cosa devo cercare precisamente!"
L'imperatrice: "L'Aurin ti guiderà! Fa in modo che le persone si ricordino di Fantasia, così le persone correranno di nuovo insieme Ad Artax ed Areju, ricorderano il maghetto e il suo pipistrello rimbambito, ricorderanno l'omino con la lumaca da corsa, ricorderanno Mordiroccia e Morla e torneranno a volare sulle nuvole in groppa a Falkor!"
libro2L'imperatrice sparì completamente lasciando solo una minuscolo fumo che subito si dissolse, il libro cadde in un tonfo sul pavimento e si disintegrò all'instante. Giuseppe cercò di afferrare almeno un prova di quel libro, gettandosi in ginocchio sul pavimento ma ormai era tardi; il Nulla aveva distrutto sia il regno di fantasia, sia i suoi abitanti, sia l'imperatrice e persino il libro. Ancora in ginocchio Giuseppe pianse disperato a lungo, poi si ricordò dell'Aurin che aveva in tasca e riuscì a placare il suo pianto.

(continua...)

 





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domenica, 18 ottobre 2009

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La carissima Amica Sorgentediluce

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Racconto... visto con gli occhi di una donna

"La piscina 2"


Con la collaborazione di Gotulani



Ho afferrato i manici della scaletta e sono uscita dall'acqua senza avvertire nessuno sbalzo di temperatura. Mi giro intorno e sorrido perché l'ho fatta franca: ho fatto il bagno in piscina gratis e sono completamente nuda. Se qualcuno volesse approfittare di me o mi volesse minacciare, direi che sono proprio servita su un piatto d'argento, anzi, forse addirittura su un piatto d'oro. Recupero i miei vestiti e corro verso gli spogliatoi per asciugarmi e rivestirmi in fretta, dopodiché asciugo le "zampette" che ho lasciato mentre andavo verso gli spogliatoi gocciolante d'acqua.

Il giorno successivo e quello dopo ancora, ho nuotato sempre nuda in piscina ed ogni giorno è stata un'emozione crescente come una lieve brezza incostante che a poco a poco indivie più impetuosa trasformandosi in vento costante.

Mi sentivo sempre più parte dell'acqua, come un'acqua nell'acqua, una goccia che viaggia tra le gocce per cambiar forma e unirsi al tutto per ritornar goccia ed era tutto così inebriante che prolungavo sempre di più la mia permanenza in piscina.

È lunedì mattina ormai, mi reco al lavoro come tutti gli altri giorni e mentre sto consegnando gli accappatoio ai bambini, arriva il fioraio a consegnarmi un mazzo di rose con tanto di biglietto. I bambini in coro esclamano un "Oooooh!" di meraviglia, il più vispo chiede: "Chi lo manda?", il suo amico aggiunge: "Il tuo fidanzato?" e un altro aggiunge ancora: "Qualcuno che si è innamorato?" Penso di essere arrossita e per fortuna l'istruttrice richiama a se tutti i bambini dicendo: "Su, avanti bambini, lasciate in pace la nostra carissima amica!" Mi ha chiamato amica e mi fa davvero piacere non essere trattata come inferiore, ma sono ora presa dal biglietto: chi avrà mandato questi fiori? Approfitto dell'allenamento dei bambini per sbirciare perché la curiosità è troppo forte.

Afferro il bigliettino e leggo la prima riga dove compare la scritta "Ti osservo…", il cuore mi sobbalza e rimango come pietrificata dal collo in giù, solo la testa si muove freneticamente intorno, cercando qualcuno tra i bambini, all'ingresso e ovunque arrivi lo sguardo.

Poi rimetto gli occhi sul foglietto e con ansia crescente leggo la seconda riga dove compare la scritta "quando esci dalla piscina…"

Credo di essere diventata più bianca del foglietto e penso -Qualcuno mi ha vita… Ma chi? Chi? Chi?-

Ancor più freneticamente leggo le ultima due righe del foglietto dove compare la scritta: "Sei bellissima mentre torni a casa! Un ammiratore segreto"

Questa ultima frase mi tranquillizza solo di poco e nella mia testa sono combattuta dai pensieri -E se qualcuno mi avesse davvero vista mentre faccio il bagno nuda? Noooo! Non può essere! Controllo tutto e poi… non ci sono finestre!-

Alla fine dell'allenamento dei bambini l'istruttrice si accorge che sono pensierosa e mi domanda: "Cos'hai? Non sei contenta per i fiori?" io non sapendo che rispondere mi invento: "No sono contenta per i fiori, solo che…. Che… Stavo pensando ad alcuni problemi a casa!" e lei controbatte: "Va bene, se ne vuoi parlare sono di la!" e va via saluitandomi.

(continua...)

Racconto: L'Imperatrice Bambina 02

Giuseppe aveva superato da poco i sessant'anni e stava per andare in pensione proprio quando accaddero quei fenomeni strani. Il suo stipendio non era dei migliori e il suo lavoro di catalogazione e di sistemazione dei libri negli scaffali, era sempre stato ritenuto di poco conto e messo in secondo piano da tutti. A Giuseppe non importava dello stipendio, importava solo aiutare gli studenti a trovare i libri in quella immensa biblioteca e li consigliava e li supportava con gioia e bontà infinita. Tutti avevano conosciuto la bontà e il sapere di Giuseppe e se ne ricordava con gioia persino il sindaco che un giorno volle premiarlo per l'impegno, la cortesia e la simpatia che egli metteva nello svolgere il suo lavoro. Anche se si trattava di una semplice medaglia di latta, Giuseppe conservava quella medaglia con orgoglio. Anche la figlia era orgogliosa di suo padre per quel lavoro che faceva, lo riteneva il re dei libri. Ma poi da quella notte tutto cambiò.

Mentre Marta e suo nipote Nicola si allontanano dall'edificio, Giuseppe si accomoda sulla sedia vicino alla finestra per osservarli ancora un ultima volta, poi ripensa a quella notte di due anni prima.

Per tutto il giorno aveva piovuto e Giuseppe era molto preoccupato per una porta di quella biblioteca circolare che permetteva l'accesso sul cortile a Nord. Spesso, quando pioveva molto forte, sotto quella porta riusciva a infiltrarsi l'acqua nella biblioteca lentamente. Bisognava fare attenzione e mettere degli stracci per impedire che l'acqua entrasse dentro e si spandesse rovinando i piedi degli scaffali. Quella sera Giuseppe si era attardato proprio per sistemare meglio gli stracci dietro la porta per non dare spazio all'acqua di infiltrarsi. Poi si diresse alla scrivania per sistemare gli ultimi libri che negli scaffali. Con attenzione ripose i libri negli scaffali fino a che rimase con un solo libro in mano, di colore marrone e con un grosso megaglione in copertina di cui lesse ad alta voce le credenziali: "Dunque vediamo… autore Wolfgang Petersen... Tratto dal romanzo di Michael Ende… Titolo, La storia infinita… La storia infinita?... Ma io non ho mai visto questo libro!" Incuriosito Giuseppe aprì il libro e cominciò leggere una tra le ultime pagine del testo…

imperatrice Gmork: Sei uno sciocco e non sai niente di Fantasia. È il mondo della fantasia umana. Ogni suo elemento, ogni sua creatura scaturisce dai sogni e dalle speranze dell'umanità e quindi Fantasia non può avere confini.
Atreyu: Perché Fantasia muore?
Gmork: Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga.
Atreyu: Che cos'è questo NULLA?
Gmork: È il vuoto che ci circonda. È la disperazione che distrugge il mondo, e io ho fatto in modo di aiutarlo.
Atreyu: Ma perché!?
Gmork: Perché è più facile dominare chi non crede in niente ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere.

Giuseppe sospirò, poi disse: "Ma questo è…" Poi girò qualche pagina e lesse tra le ultime pagine

Bastian: Perché è così buio?
Imperatrice: All'inizio è sempre buio.
Bastian: Che cos'è?
Imperatrice: Un granello di sabbia. Tutto ciò che è rimasto del mio vasto impero.
Bastian: Fantasia è stata distrutta.
Imperatrice: Sì.
Bastian: È stato tutto inutile.
Imperatrice: No, non è vero, Fantasia può ancora risorgere. Dai tuoi sogni, dai tuoi desideri.
Bastian: E come?

granello di sabbia
Imperatrice: Apri la mano... C'è qualcosa che desideri?
Bastian: Non lo so.
Imperatrice: Allora Fantasia non esisterà più. Mai più.
Bastian: Quanti ne posso dire?
Imperatrice: Tutti quelli che vuoi, più tu ne esprimerai più il regno di Fantasia sarà splendido.

Giuseppe richiuse il libro dicendo: "Ma questo è straordinario!"

Ripose il libro nello scaffale sotto la lettera L, fece alcuni passi indietro fino a raggiungere il centro della biblioteca e come ogni sera chiuse gli occhi immaginandosi al centro della cultura mondiale… completamente circondato, da Voltaire, Galileo, Neruda, Verne, Asimov, Aristotele, Platone e tutta la cultura mondiale. Riaprì gli occhi, voltò le spalle alla libreria, fece qualche passo, si fermò pensando a quale dei ragazzi avrebbe potuto interessare un libro del genere, riprese a camminare assorto nei pensieri e giunse al quadro elettrico per spegnere le luci. Spense tutte le luci ancora pensieroso e si diresse verso il suo armadio giungendo ad una terribile conclusione: -Questo libro parla di desideri, speranze e sogni! A nessuno importa del sacrificio e della lotta per raggiungere uno scopo! La gioventù ormai vuole tutto e subito e gioca stipendi interi nelle scommesse di calcio o nell'enalotto nella speranza di indovinare dei numeri o una partita di calcio! Le ragazze pensano soltanto a come diventare famose facendo concorsi per essere delle semplici comparse in tv! Si pensa solo all'apparire piuttosto che all'essere e nessuno sogna di diventare o superare un personaggio importante del passato!... Noooo! Non può interessare a nessuno un libro del genere!-

Proprio mentre Giuseppe pensò le ultime parole infilandosi il suo impermeabile, le luci si riaccesero tutte insieme e dal salone della libreria comincio a irradiare una luce che divenne sempre più intensa. Giuseppe si recò verso la libreria, il libro de "la storia infinita", uscì da sola dallo scaffale, fluttuò nell'aria fino a portarsi al centro della stanza, si aprì e come per incanto dal libro uscì una bambina. Il suo abito sgargiante e bianco era più luminoso di quello di una sposa, le fattezze e la forma ricordavano gli abiti regali delle regine del rinascimento, i suoi capelli erano raccolti all'indietro in una treccia e sul suo capo vi erano quattro fili di perle unite insieme sulla fronte da uno stemma grosso quanto un occhio.

imperatrice.......

(continua)





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