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postato da Dragossido alle ore 20:53
giovedì, 29 gennaio 2009

Cosa è la bellezza?

Guardate il video!

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Questa poesia che segue

è dedicata a chi ha tanto bisogno di un sorriso..

IL TUO SORRISO

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l' aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d' improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d' aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amore mio, nell' ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d' improvviso
vedi che il mio sangue macchina
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Pablo Neruda



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postato da Dragossido alle ore 15:49
domenica, 25 gennaio 2009

La città fantasma di Hitler
Theresienstadt
La città che Hitler “regalò” agli ebrei
 dragossido +   dolcelei
Tutti voi mi conoscete perché credo fortemente che non esiste differenza di razza, colore e etnia e perché credo che ogni cittadino sia cittadino del mondo come dissero gli illuministi nel diciassettesimo secolo.
Proprio per questo principio fondamentale che è insito in me, io non tollero alcun tipo di discriminazione o sopruso nei confronti di una etnia, o di un popolo.
Mi vergogno per il titolo del post che tende a classificare una razza, una etnia, un popolo che è nostro fratello, è nostro amico, è nostro compagno, è in tutto e per tutto identico a noi e non è giusto classificarlo.
In questi giorni molti Stati hanno istituito un “giorno della memoria”, nel quale si ricorda lo sterminio fatto dai tedeschi nei confronti di migliaia o forse addirittura milioni di essere umani, finiti nei campi di concentramento, dove tutti noi conosciamo le atrocità che essi subivano. L’Italia lo ha fissato al 27 gennaio: la data in cui nel 1945 fu liberato il campo di sterminio di Auschwitz .
 
Per questo motivo; insieme alla amica blogger Dolcelei, abbiamo realizzato questo post volto a ricordare quanto è successo in quegli anni
 
Oggi, qui, ti proponiamo una riflessione sui diritti negati agli ebrei e a tutte le altre etnie e popoli di questo pianeta, diritti che oggi sono sanciti universalmente, ma che altrettanto universalmente vengono tutti i giorni calpestati.
La grande differenza sta nel fatto che prima e dopo la Shoah bambini, donne e uomini sono stati e sono purtroppo vittime innocenti di guerre, violenze, sfruttamento, ignoranza, viltà, povertà, fame, malattie… e solo per il fatto di essere nati.
Guardare in faccia questo capitolo assurdo e orrendo della nostra storia contemporanea è e sarà sempre faticoso, ma necessario. A te affidiamo questa Memoria, questo messaggio di dolore, perché tu sappia trasformarlo in un seme di speranza per il tuo futuro e per quello del paese che abiti.
Tu che ridi, soffri, corri, contesti, desideri, scegli, gioisci, insomma, compi ogni giorno mille azioni che reputi assolutamente normali e “ dovute” hai per le mani un grande dono di cui forse non ti rendi conto: la libertà e la dignità che da essa deriva.
Impegnati a usarle davvero, a coltivarlo per poterlo condividere con ogni tuo vicino.
Rifletti sulle diverse possibilità che ognuno di noi ha di fronte al Male.
Questo genere di Male, come sai, è ancora in agguato: c’è bisogno di conoscerlo bene per poterlo contrastare e per trovare il coraggio di non esserne complici restando indifferenti. Basta pensare che, prima o poi, gli “altri” potremmo essere proprio noi.
Sei milioni di persone, che avrebbero potuto dare il proprio contributo al mondo sono state annientate. Per capire meglio che cosa hanno dovuto affrontare e che non erano poi così diverse da te, ti offriamo alcuni spunti per approfondire e riflettere.
 
Nel 1865 Abramo Lincoln diede il via al tredicesimo emendamento della costituzione Americana che abolì a poco a poco la schiavitù di tutti gli uomini e donne di colore costretta a lavorare nei campi.
Ma ciò che successe a cavallo tra il 1939 e il 1945, va oltre il semplice sfruttamento, va oltre le torture, va al di là della schiavitù e del maltrattamento. La persecuzione e lo sfruttamento degli uomini di colore da parte degli Americani fatto fino a 100 anni prima, anziché servire da monito e da esempio per non cadere nello stesso tranello, entrò presto nel dimenticatoio e come spesso succede, l’umanità tutta si macchiò di un errore ancora più grave.
La Shoah fu un evento storico interrelato con gli altri avvenimenti storici; per questo la legge italiana indica altri gruppi di persone la cui memoria va mantenuta viva: coloro che, a rischio della propria vita, combatterono il nazismo e coloro che comunque contrastarono lo sterminio e salvarono delle vite.
Einstein in quegli anni esclamò la sua famosissima frase: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità degli uomini, ma ho qualche dubbio sulla prima!” e mai esclamazione fu più esatta per quello che stava succedendo in quegli anni.
 
Intorno al 1939, il razzismo raggiunse la sua massima espressione: tutte le persone furono costrette a indossare un marchio a seconda della loro religione. Gli umani classificati da qualcuno come ebrei solo per avere una religione differente, furono costretti a cucire sul loro vestito la stella di David e altri umani classificati in altro modo, furono anch’essi costretti a cucire sui loro vestiti altri simboli a seconda della loro religione o provenienza sociale. Come un gregge di pecore o animali, tutti furono marchiati, persino coloro che facevano parte del partito nazista.
Tutti coloro che avevano un simbolo diverso da quello nazista, furono scacciati dalle città per essere segregati in zone apposite chiamate ghetti.
Questa è una storia che conosciamo tutti, quello che ci sfugge è che insieme agli esseri umani definiti Ebrei, in questi Getti, ci finirono anche, ortodossi, geova, mussulmani, ecc. e un'altra cosa che nessuno ha mai raccontato, che alcuni di quelli che si trasferivano nei ghetti, avevano addirittura pagato per questi “appartamenti”.
 
Eh si, avete letto proprio bene: alcuni di quelli che si trasferivano nei ghetti, avevano pagato questi alloggi.
 
Il ghetto più famoso fu quello di Theresienstadt: nota come “Città che Hitler regalò agli ebrei”, era una città precedentemente abitata da 7000 persone che si ritrovò ad “ospitare” ben 50000 esseri umani e tra di essi c’erano molti che avevano pagato per il viaggio e l’alloggio.
L’operazione di questo trasferimento fu sottile e meschina, e mai nella storia dell’umanità fu compiuta impresa più spregevole di questa.
Nel 1942, la città cecoslovacca, occupata dai tedeschi, scacciò tutti gli abitanti del posto, sistemarono le case (molto relativamente) e fecero loro delle foto.
Nel frattempo, nelle città principali, le S.S. rendevano impossibile la vita di tutti coloro che non avevano il marchio nazista, imponendo ai commercianti di non vendere per niente o di vendere la merce al doppio a tutti coloro che non avessero il marchio nazista.
Il malcontento e la voglia di trasferirsi altrove per tutti coloro che non erano nazisti cominciò a mettere radici nell’animo e fu allora che alcune persone si presentarono ad alcuni facoltosi per vendere loro gli alloggi della città di Theresienstadt.
Tutti coloro che acquistarono furono costretti a rinunciare alla loro casa per cederla ai nazisti e a versare una ingente somma di denaro per pagare il viaggio e il nuovo alloggio che veniva definito dai venditori come il nuovo paradiso per tutti coloro che non erano nazisti.
La più grossa fregatura di tutti i tempi si stava compiendo sotto gli occhi attoniti del mondo e mentre le persone che non erano naziste cedevano le loro case a nuovi proprietari gratuitamente per essere messa in treni stracolmi dopo essere stati privati delle valige, nessuno si accorgeva di quanto fosse squallido tutto questo.
Ufficiali soldati e persino gente comune, si appropriava delle case, delle proprietà e persino delle valige di coloro che lasciavano le città per essere dapprima rinchiusi in enormi container da trasporto merci e poi in alloggi fatiscenti in cui spesso non c’era nemmeno spazio per stendersi e dormire e in poco tempo morirono numerose persone a causa di denutrizione o altre malattie.
Per un po’ di tempo furono istituite alcune attività come la scuola e il teatro, ma un giorno affianco al ghetto spuntarono anche le linee ferroviarie che portavano ad Auschwitz.
porta auschwitzFu chiesto al ghetto di istituire una commissione che doveva periodicamente scrivere una lista di tutti coloro che dovevano lasciare il ghetto per dirigersi ad Auschwitz. Gravissima e atroce fu per i membri di questo consiglio, dover decidere chi e quando mandare qualcuno al campo di prigionia e sterminio di Auschwitz.
Questo consiglio, si operava per lasciare per ultimi i membri più importanti, ma a nulla servì questo operato perché in breve tempo tutti coloro che erano nel ghetto raggiunsero Auschwitz, anche i membri del consiglio stesso.
 
Il resto della storia lo conoscete, ma non dimenticatelo mai!
Cercate sempre di ricordare quello che è successo perché se lo dimentichiamo, potrebbe nascere e crescere qualche atrocità peggiore di questa e ricordatevi che la cattiveria è come la stupidità: è infinita!
«Non possiamo, non dobbiamo dimenticare ciò che accadde nei lager nazisti. E che al fondo dell'Olocausto vi era il proposito di annientare gli ebrei, colpevoli di esistere: chi lo nega infligge alle vittime dei campi di sterminio una seconda morte». A parlare, nella Giornata delle Memoria, è Elie Wiesel, premio Nobel per la Pace 1986, che nei campi di sterminio di Auschwitz (vi perse la madre, il padre e la sorellina) e Buchenwald trascorse 11 mesi. Ricordare non è solo un tributo ai milioni di donne e uomini annientati nei lager. «L'antisemitismo e l'odio razziale, riflette Wiesel,
E’ doveroso ricordare la Shoah anche attraverso una raccolta di testimonianze di reduci dai campi di sterminio che hanno trovato la forza di scrivere, denunciare quanto è accaduto nei Lager, l’inferno subito e vissuto per lanciare alla nuova generazione un monito: non dimenticare mai.
 
 dolcelei
Non si può dimenticare ciò che è stato.
Non si può dimenticare,
non si può cancellare.
I volti, i visi, le espressioni
rimangono, rimarranno.
I cuori e le anime in quei volti.
Non si può dimenticare.
Ma ricordare, quello sì.
Raccontare l'irraccontabile.
Ed è mio, tuo, nostro compito.
Nostro dovere. Ricordare
la più tragica pagina di
storia dell'umanità intera.


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postato da Dragossido alle ore 18:28
giovedì, 22 gennaio 2009

Da dove cominciare?
Non si può che cominciare che dal principio…
Dunque, in principio Adamo ed Eva….
Ho cominciato troppo indietro nel tempo? :):):):)
 
A volte capita nella nostra vita di sbagliare numero… in quel caso ci scusiamo dell’errore e chiudiamo la conversazione. Purtroppo questo non è esattamente quello che è successo a me.
 
Quando si conosce una persona, una delle prime cosa che si fa, se si instaura un buon rapporto, è scambiare il numero di telefono o l’email. Di solito, io sono il tipo che preferisce, almeno nei primi tempi, l’email perché è meno invasiva, in quanto la persona che la riceve non viene disturbata da alcun tipo di suono mentre magari ha altro da fare, si può scrivere molto di più e permette all’altra persona di rispondere quando gli pare.
Ciò premesso, c’è anche da dire che sono sempre dell’opinione che parlare è molto più immediato rispetto ad una email, o una chat, o un sms. Ritengo per questo che quando si vuole sentire qualcuno, il modo migliore per sentirlo/a sia proprio una telefonata. seguita solo dagli istant messenger (msn, yahoo messenger, ichat, icq skype, ecc) e dalle email.
Una telefonata è di certo il metodo più veloce e immediato per mettersi in comunicazione con qualcuno, anche se dispendioso e in questo senso gli istant messenger ci vengono in aiuto, poiché tramite msn è possibile parlare se si possiede un microfono ed il servizio Skype, permette persino di chiamare i numeri di casa e cellulare a prezzi decisamente competitivi rispetto a qualunque compagnia di telefonia.
 
La differenza sostanziale tra un pc e il cellulare, sta nel fatto che chiunque ti contatti sul pc, ha un nome affianco al quale vi è un avatar che ogni persona sceglie che viene associato in automatico alla persona cun cui si sta parlando. Una volta che la persona chiude la conversazione, tale avatar rimane comunque affianco al nome e passando sopra con il mouse, ci apparirà l’immagine.
Nel cellulare, invece, siamo noi a nominare le persone e non possiamo metere alcun tipo di ricordo per distinguere una persona dall’altra.
 
Allora capita di avere 4 Giovanni, 3 Mario, 2 Felice, 2 Carla, 3 Nicola… ecc. E quando magari dobbiamo mandare un sms a uno dei Giovanni o a uno dei Mario, stiamo lì per un attimo a pensare quale sia quello giusto a cui mandare il messaggio.
 
Ecco cosa è successo a me:
leggo il messaggio di una persona che dice che sarebbe uscita con un gruppo di cui ignoravo l’esistenza, afferro il cellulare e scrivo: “Come stai? Chi sono questi tizi?” poi seleziono il numero a cui inviare il messaggio, ma con un po’ di perplessità trovo due persone registrate con lo stesso identico nome. Tra me e me penso: “Vabbhè, uno sarà di una compagnia telefonica e l’altro della seconda” Quindi mando il messaggio.
 
Passano una decina di minuti e ricevo una telefonata di una signora
Io: Pronto?
La signora: ho ricevuto un messaggio dal tuo numero!
Io: Quale messaggio?
La signora: quello che mi chiedevi chi sono i tizi!”
Io: ah si! Mi scusi!
La signora: ah il messaggio non era per me?
Io: Eh no signora! Non mi ricordo di lei!
La signora: e tu a chi dovevi mandarlo il messaggio?
Io: ad una persona che si chiama ****
La signora: si ma qui non c’è nessuno che si chiama ****
Io: Si infatti mi scusi!
La signora: Si ma perché hai mandato questo messaggio a ****
Io: perché è una mia amica ed ero curioso!
La signora: ma io conosco una che si chiama **** ; è una mia amica!
Io: Si va bene, signora, ma io veramente…
La signora: perché cerchi la mia amica?
Io: Signora, ma io non conosco lei, non mi ricordo dove ho preso il suo numero, come può essere che parliamo della stessa persona?
La signora: hai ragione, ma tu di dove sei?
Io: Di Capri
La signora: ci sono stata qualche anno fa!
Io: Si ok, ma non so chi lei sia!
La signora: Ok scusa, lascia stare!
Io: va bene signora, mi scusi ancora!
La signora: Comunque devi lasciare stare la mia amica: **** è sposata!
Io: Signora, non è possibile che stiamo parlando della stessa persona!
La signora. Va bene! Buona giornata!
 
La signora chiude il telefono io comincio a ridere, ma a ridere così forte che sveglio anche mia mamma che si era addormentata sul divano in salotto la quale chiede: “We Antò, che altra diavoleria stai scrivendo che ridi così tanto?”

Ed io a ridere ancora di più! :):):):)



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