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postato da Dragossido alle ore 14:17
martedì, 30 dicembre 2008

L'imperatrice Bambina 6

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luci

Giuseppe guardò il medaglione dell’imperatrice nelle sue mani e quando rialzò gli occhi Carla era sparita. Giuseppe si sentì per un attimo perso, poi il medaglione si illuminò e irradiò tutta la sala di una luce talmente intensa che i raggi uscirono dalle finestre dell’ala principale, dalle finestre dei lunghi corridoi, dalle finestre dei piani superiori e persino dalle finestrelle del seminterrato. Giuseppe rimase incantato non tanto per la spettacolarità del fenomeno, ma per il fatto che poteva guardare quella luce così luminosa, senza aver nessun tipo di fastidio agli occhi.
“Incredibile!” disse ad alta voce mentre il medaglione smise di irradiare, poi si allontanò piano dal centro della sala, si fermò un attimo e volle darsi un pizzicotto per controllare che fosse tutto vero.

Giuseppe non aveva sognato, ma ancora non sapeva che il giorno dopo avrebbe commesso l’errore più grande di tutta la sua vita.
La notte non riuscì a prendere sonno, ripensava a tutto quello che gli era successo e che aveva visto e avrebbe voluto urlarlo al mondo intero, avrebbe voluto raccontarlo alla prima persona che incontrava sul suo cammino e appena sveglio il giorno seguente fu proprio quello il suo primo pensiero. Quando la sveglia suonò Giuseppe si alzò in fretta e la prima cosa che fece fu chiamare il suo collega di lavoro. Giuseppe compose lentamente il numero del suo collega girando la ruota di quel telefono nero e aspettò che il collega rispondesse.

Giuseppe: “Ciao Carlo, scusa ti ho svegliato?”
Carlo: “No, no, mi stavo appena alzando! Che è successo?”
Giuseppe: “non puoi capire che cosa mi è successo ieri!”
Carlo: “Si infatti, ti sei trattenuto come sempre più del solito, successo qualche cosa alla biblioteca? Si è rotto qualche scaffale, c’era qualche cosa fuori posto? Dimmi!”
Giuseppe: “No niente di tutto ciò! Ma è successo una cosa straordinaria!”
Carlo: “Ah, meno male! Io temevo in una ramanzina di prima mattina! Che fa anche rima! Hahahaha!…. Va bene dai… poi mi racconti quando ci vediamo al lavoro ok?”

Carlo aveva chiuso il telefono mentre Giuseppe rimase per un attimo con la cornetta in mano e poi la ripose. Giuseppe si catapultò sotto la doccia e si preparò più presto che poteva, prese le chiavi della macchina senza fare nemmeno colazione e andò al lavoro salutando a sento la figlia e il suo nipotino. All’entrata della biblioteca incontrò Carlo e gli si avvicinò pieno di entusiasmo esclamando:  “Carissimo Carlo!”
Carlo perplesso si fermò sull’ingresso e rispose al saluto: “Ma cosa hai questa mattina, sembra che… non so.. Sembra che tu abbia visto gli alieni e non veda l’ora di dimostrarlo!”
Giuseppe sorrise, poi con impeto, velocità e poca precisione dei fatti, rispose: “Non ci sei andato molto lontano!… Ad un certo punto mente ero nella biblioteca è uscito dagli scaffali un libro che si è messo a fluttuare a mezz’aria e da esso è uscita una bambina che mi ha detto…”
Carlo interruppe con sarcasmo: “Si bello!? Come no!?!? Bello, bello!?… Che divertente!? È un bello scherzo!!!!”
Giuseppe con aria seria e mettendo una mano sulla spalla di Carlo disse: “No guarda è vero! Te lo giuro! È tutto vero!”
Carlo dopo un attimo di silenzio disse: “Va bene dai… Lo scherzo è bello quando dura poco!”
Giuseppe con aria sincera aggiunse: “Non è uno scherzo! Dico la verità!”
Carlo meravigliato dopo un attimo di silenzio rispose: “Devi aver preso una bella botta in testa ieri sera!… Deve esserti caduto qualche libro in testa oppure… Ti è caduto una scaffale intero addosso?”
Giuseppe poggiò la mani su entrambe le spalle di Carlo: “Guardami, ti prego guardami! Ti sembro uno che sta mentendo o uno che ha preso una botta in testa?… è tutto vero! Io ho visto davvero una bimba vestita da regina uscir da un libro, parlarmi… e mi ha persino dato un medaglione!”
Carlo un po’ impaurito replicò: “D’accordo, d’accordo… Ammettiamo che io ti creda, dove è questo libro?”
Giuseppe guardò verso il basso e rispose: “Purtroppo si è… si è come… come… disintegrato!”
Carlo scoppiò a ridere poi disse: “Sei impazzito tutto d’un colpo?”
Giuseppe guardò dritto negli occhi Carlo con delusione e un pizzico di rabbia e, premendo con le mani sulle sue spalle, disse: “Non sono impazzito, dico la verità!”
Carlo, afferrò le braccia di Giuseppe e lo esortò a lasciarlo: “Ai, mi fai male! Lasciami! – Giuseppe lascò la presa guardando verso il basso con aria di un cane bastonato e Carlo aggiunse – Ti sei davvero ammattito, ma farò finta di nulla!… Su andiamo al lavoro e smettila di dire idiozie!”

Carlo voltò le spalle e fece ingresso nella biblioteca mentre Giuseppe mise una mano in tasca, tirò fuori il medaglione sconsolato e lo strinse nella mani speranzoso, alzando gli occhi al cielo.
Il compito che le aveva assegnato l’imperatrice era più difficile di quanto avesse sperato e il peggio doveva ancora arrivare.
Mentre Giuseppe si attardava a fare ingrasso in biblioteca con lo sguardo rivolto al cielo, Carlo si era avvicinato alla segreteria dove c’era anche il direttore e rivolse lo sguardo verso l’ingresso.
Anche il direttore guardò verso l’ingresso e videro entrambe Giuseppe con il volto e lo sguardo perso verso il vuoto e il direttore chiese: “Cosa ha Giuseppe questa mattina?”
Carlo: “Non lo so, è strano e sono preoccupato!”
Direttore: “Raccontami!… Magari possiamo aiutarlo!”
Carlo: “Niente di che!… è solo che… non lo so!… Sarà solo un attimo di sconforto o si è sognato tutto stanotte!”
Direttore: “Si ma che cosa? Di me puoi fidarti! Io ho sempre aiutato i dipendenti, lo sai!”
Carlo, guardando il direttore negli occhi, replicò: “ E va bene, voglio fidarmi!… Dice che ha visto un libro fluttuare nell’aria e da esso è uscito una bambina vestita da regina… Quando ho chiesto dove sta questo libro, lui mi ha detto che si è disintegrato!”
Direttore: “Ma su, dai, ti avrà fatto uno scherzo!”
Carlo guardando di nuovo verso Giuseppe che stava ancora all’ingresso con lo sguardo rivolto verso l’alto, rispose: “No, no! Era proprio convinto di quello che diceva!”
Direttore: “Sembra impazzito tutto d’un colpo! Non è da lui inventarsi queste cose! Non ci resta altro che verificare se è davvero impazzito oppure se dice il vero! Perché non gli chiedi come si chiama il libro che si è disintegrato? Questo potrebbe aiutarci!”
Carlo annuì e andò da Giuseppe a domandare e quando ritornò dal direttore disse: “Mi ha detto che si chiama “La storia infinita” di Wolfgang Petersen tratto dal romanzo di Michel Ende”
Il direttore digitò cercò tra le cartelle della biblioteca e non riuscì a trovare né “la storia infinita”, né tantomeno Petersen o Ende e quando finì la ricerca, alzò la cornetta del telefono compose un numero e disse: “Pronto, è il manicomio? Dovreste venire qui per prendere uno dei nostri dipendenti!”
Carlo rimase un attimo interdetto: “ma mi avevi detto che lo avresti aiutato!”
Il direttore rispose: “infatti, questo è il migliore aiuto che possiamo dargli, nel manicomio troverà persone esperte che potranno aiutarlo! Vedrai che è la scelta giusta!”
Carlo cercò di replicare: “Ma io…”
Il direttore: “Niente ma! Fidati di me! Questa è la cosa migliore che possiamo fare!”

Fu così che Giuseppe fu ricoverato in manicomio.

(continua...)

Innanitutto...

volevo augurare a tutti buon anno a mio modo:

ovvero con il seguente video!

Non bevete troppo altrimenti...

fate questa fine!

:):):):):):):):):):)

Per il resto....

Spero vivamente che questo nuovo racconto vi stia piacendo, sto anche pensando di farne un libro, voi che ne dite?

Sono anche un po' triste perchè non vedo quasi più nessuno passare sul secondo blog che su cui scrivo insieme ad Adriano Gotulani: i racconti del bruco!!!

Comunque vi volevo ringraziare tutti per la vostra costanza nel leggermi e nel commentarmi!

Spero che il nuovo anno possa realizzare tutti i vostri sogni! Un abbraccio a tutti!

Intanto il mio primo libro... è in distribuzione in tutto il mondo

 

Unilibro

Webster

Per il nuovo libro bisogna aspettare ancora un po'!



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postato da Dragossido alle ore 20:19
martedì, 23 dicembre 2008

Auguri di Buon Natale

Ho pensato di preparare un lettone...

E di invitarVi ad aspettare insieme

Babbo Natale!

Guardate come siamo carucci!

natale bloggher

Io sono quello con le mani in bocca!

Adesso tocca a Voi prenotare il posto nel lettone per aspettare Babbo Natale!

:):):):):):):)

^_^

^--------^

arrivo libro

Oggi mi è arrivato il pacco con le prime copie del libro "Il viaggio dei Gotulani"

il mio secondo libro

Il libro sarà disponibile da gennaio in tutte le librerie d'italia e sui siti: ibs.it, webster.it, unilibro.it, senecaedizioni.com

Curiosità:

I miei genitori non sapevano assolutamente ancora nulla e gli ho fatto trovare una copia del libro sulla tavola a ora di pranzo... Temevo in una critica, invece, sono stati contentissimi e mi hanno fatto i complimenti! Mia mamma ha detto: "Bhe, quando uno scrive scrive!" :):):)

Come regalo di Natale

Ecco a Voi una parte del primo capitolo!

L’inizio
Mi distendo sul letto e penso di essere con te. Penso di averti baciata e spogliata.
Ti appoggio delicatamente sul letto, ti guardo silenzioso mentre sei distesa, mi allontano quel tanto che basta per ammirarti, ti guardo ogni volta come se fosse la prima volta che ti vedo, meravigliato come un bambino che per la prima volta vede un tramonto, meravigliato come la prima volta che si vede un fiore che si dischiude. Mi avvicino incredulo, ma con passo felpato; la mia testa annusa piano salendo dai tuoi piedi, sul ginocchio, sulla tua splendida “luna”, sul tuo ventre, sul tuo ombelico, sui tuoi seni, sul tuo collo e poi riscendo.
Non ti tocco, ti respiro soltanto. Mi piace annusarti come farei ad un fiore ed è questo quello che farò. La mia testa riscende più vicina a te, annuso sul tuo collo, sul seno, sul ventre sull’ombelico, sulla “luna”, sulle gambe, sul ginocchio fin giù ai piedi.
Ti spoglio e sento la tua eccitazione salire, avverto il tuo desiderio, ma non ti toccherò e tu non ti toccherai. Ti impedirò di farlo e nuda sul letto afferro le tue braccia legandole tra loro dietro di te. Ti osservo. Ti osservo come uno scultore farebbe con la sua opera, sono fiero, ma voglio vederti muovere. Muovi il ventre, muovi le gambe, muovi il bacino su e giù lentamente, lascia che io guardi, lascia che ti guardi vogliosa. E ora dimmi cosa vorresti, dimmi cosa devo fare, suggeriscimi quello che adesso vuoi che io faccia.
Cosa? Non ho sentito! Dillo più forte, dimmelo ancora, non ho sentito bene. Se vuoi che faccia qualche cosa pregami di farlo, scongiurami di farlo, supplicami di farlo. Non ti sento ancora. Penso di aver capito. Hai per caso caldo? Allora ti soffierò con la mia bocca. Senti il mio soffio che lentamente sale dal piede, sul ginocchio, sulla “luna”, sul ventre, sull’ombelico e poi di nuovo sul ventre e sulla “luna”. Ti guardo. Devo continuare a soffiare? Vuoi il mio soffio? È questo ciò che vuoi? Chiedimelo per favore e io ti darò il mio soffio! Ti soffierò se mi pregherai di farlo. E ti darò tutto ciò che mi scongiurerai di darti.
Con questi pensieri mi addormento e dall’oscurità del primo sonno pian piano compaiono le immagini di una stanza....
.....
.....
.....

Antonio Gargiulo

http://www.dragossido.com/libro_il_viaggio_dei_gotula/

http://www.senecaedizioni.com/index.php?pageid=autori&autoriid=191

http://www.senecaedizioni.com/index.php?pageid=listalibrerie



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postato da Dragossido alle ore 15:06
domenica, 21 dicembre 2008

NEWS

Quanti personaggi dello spettacolo esistono? Direi parecchi

Quanti di questi ci possono piacere? Diprei pochi

Quanti di essi ci possono attrarre? una decina o una ventina!

Quanti di essi preferiamo in assoluto? Due o tre.

E quante probavilità abbiamo di incontrare proprio quel personaggio che ci piace di più in assoluto nella vita normale?

Bhe direi...

Che le probabilità di incontrare nella vita reale, tra tante persone, proprio il personaggio dello spettacolo che ci piace di più in assoluto, sia in percentuale quel numero infinitamente piccolo che si trova subito dopo lo zero.

Abbiamo il novantanove virgola nove (99,9) per cento delle probabilità o, per essere precisi, abbiamo il novantanove, nove periodico (99,99999999999 ovvero 99,9^) per cento di non incontrarlo/a mai.

Contemporaneamente, però, abbiamo anche il zero virgola zero uno(0,01) per cento delle probabiolità, o per meglio dire, il numero inventato da me, zero virgola zero periodico uno (0,000000001 ovvero 0,0^1) per cento, di incontrarlo/a una volta soltanto (o massimo due) (se non fai parte el mondo dello spettacolo).

Ebbene le mie preferite sono:

Adriana Volpe, Giorgia Surina e Giuliana Moreira.

  

  

E poi succede...

Ero a Roma giovedì sera mentre cercavo un film, quando ad un certo punto sento dietro di me una voce consciuta...

Mi giro e...

Era Lei: Adriana Volpe dietro di me, al negozio Messaggerie Musicali di Via del Corso.

Impressione? Forse il trucco al volto era troppo scuro, ma non è stato per nulla una delusione: è uguale sia in video che dal vivo!

Pensavo che avrei avuto tante cose da dire, invece... mi sono avvicinato dicendo: "Dimmi che non sei Adriana Volpe?"

E lei: "Si, sono io!"

Avrei voluto scomparire per la figuraccia, ma ho cercato comunque di ritrovare un pizzico di coraggio domandando: "Posso avere un autografo?"

E lei: "Ma si, certamente!"

Sudavo perchè avevo la penna ma non avevo un foglio con me, poi mi sono frugato e ho trovato un foglio rosa dell'albergo dove lavoravo nel portafoglio.

Le do il foglio... lei lo guarda avanti e indietro... Sul foglio c'era l'appunto di un indirizzo internet ed io le assicuro che non è importante, lei mi guarda negli occhi e mi domanda: "Come ti chiami?"

Ed io che credo ero diventato gia rosso: "Io mi chiamo... mi chiamo... ehm... Si, Antonio!"

E lei: "Bel nome!"

Penso che sono diventato blu come i puffi e poi mi ridà il foglietto in mano....

Adriana

Lo guardo e.... la ringrazio timidamente...

E il giorno dopo la premiazione...



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