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postato da Dragossido alle ore 06:16
lunedì, 29 settembre 2008

 

Godetevi la nuova canzone del blog!

Voglio dedicarla a tutti quelli che soffrono...

Per amore o per malattia!

Bruco


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La vacanza a Milano 30

Avevo spalancato la porta in modo impetuoso chiamando Debora che mi aveva urlato da lontano: “Finalmente!… dove eri finito?... Saranno più di tre ore che sei sparito!”
Mi ero guardato intorno perché non vedevo dove fosse, poi seguendo la voce, ero giunto fuori al terrazzo dove vi era una tavola imbandita di tutto punto, esposta al sole che picchiava nonostante fosse inverno ed in quel momento Debora si alzava con aria alquanto contrariata per il mio ritardo. Abito da notteAveva indossato un abito nero completamente trasparente e lungo, ricoperto da disegni, era molto scollata e si vedeva perfettamente che non avesse il reggiseno e, scrutandola, avevo visto che l’unica cosa che risaltava dal suo vestito, era il vistoso tanga che aveva indossato. Io sentivo l’aria fresca, forse perché mi ero accaldato parecchio per la corsa che avevo fatto e avevo detto: “Ma non stai troppo leggera? Io sento freddo!”
Debora: “Ma no!... Si sta bene!”
Io: “Si ma potrebbero vederti… Non è meglio che metti qualche cosa che ti copre un po’ di più?”
Debora mi aveva fulminato con lo sguardo come se fossi stato un uomo all’antica e aveva detto: “Mi ero sbagliata sul tuo conto, pensavo che fossi di mentalità più aperta da quello che ho letto nel libro!”
Io: “Debora, io lo sono! Ma questo vestito mi sembra una camicia da notte…”
Debora alzando la voce ed interrompendomi: “Non mi sembra che ti fai problemi a guardarmi, anzi mi stai guardando eccome e se non ti piace, girati e non guardarmi!”
Io: “in certi momenti sei antipatica come…” mi stava per scappare il paragone con Marica, poi mi ero ripreso continuando: “Cioè volevo dire che oggi non… Non ti capisco, se ti mettevi nuda, facevi prima!”
Debora, guardandomi negli occhi aveva poggiato le mani sui fianchi e, afferrando l’elastico della mutandina, aveva detto: “Per te lo faccio subito se me lo chiedi!”
Io avevo una fame che, come si dice in napoletano “avess mis ‘o fogorifer rind ‘o pan!” (Traduzione letterale = avrei messo il frigorifero nel pane, ovvero il suo intero contenuto), ma guardavo Debora a bocca aperta e avevo balbettato: “De… De.. Debora…. Io… avrei Bisogno che… ho fame… e poi voglio che… inviti la pro… proprietaria qui stasera!”
Debora era rimasta sbalordita: “Ma è rimasta solo stasera per stare insieme… tutte le altre sere sarai impegnato!” poi guardandomi e strusciando le mani suoi fianchi aveva aggiunto: “Non vuoi proprio rimanere da solo con me oggi?”
Avevo pensato: -Oddio! Credo che mettere un frigorifero soltanto nel pane non basta, qua ci vuole tutta la cucina di questo albergo e anche i dipendenti e lo chef per mettermi in forza!- poi avevo detto: “Hai de… detto che facevi tutto quello che volevo… io vo… voglio che inviti la proprietaria a stare con noi stasera!”
Debora: “Ma poi se ne andrà lasciandoci soli vero?”
Io: “E se invece ti toccassi davanti a lei? Non ti ecciterebbe?”
Debora: “Ohhhhh! Siamo in vena di provocazioni oggi!...” Avanzava verso di me, poi si era seduta sullo spigolo del tavolo e aveva aggiunto: “Perché non lo fai adesso? Qui?...” poi aveva inarcato la schiena all’indietro portando la mani dietro di se e appoggiandole sul tavolo aveva concluso dicendo… “Sarebbe ancora più eccitante se ci guardano tutti!”
Avevo guardato Debora con molta voglia… ma la fame sovrastava di gran lunga la voglia e avevo detto: “De… de … Debora, io…. Io non voglio chi interpreti male… ma ho davvero fame! Ho una fame religiosa!”
Con aria interrogativa Debora mi aveva chiesto: “Una fame cosa? Una fame religiosa? Sarebbe?”
Io: “ ’Na Maronn ‘e fam!” (traduzione = fame della Madonna)
Debora si era messa a ridere e io avevo afferrato i piatti coperti da un altro piatto per non farli freddare. Avevo scoperto l’antipasto e nel piatto vi era una singola fettina di prosciutto ed una singola fettina di melone. Non posso mettere in dubbio la cura con la quale qualcuno aveva trasformato delle semplici foglie di insalata nelle forme più varie per dar vita ad una splendida decorazione, ma il mio viso aveva cambiato sicuramente espressione e mi ero apprestato a scoprire gli altri piatti e le delusioni si erano susseguite una dopo l’altra: il primo era composto da dieci tortellini, il secondo da un pezzo di carne al sugo non più grande di un ostia e il dolce era un creme caramel poco più grande di un bacio Perugina.
In alcuni cartoni animati giapponesi sembra che le persone piangano dalle orecchie come fontane, io dovevo avere una espressione pressappoco simile mentre avevo rivolto il viso a guardare Debora che aveva domandato: “Che c’è? non ti piace? Ho detto al cuoco di portare mezza razione di tutto per tenerci leggeri… Ho fatto bene?”
Avevo pensato: -Ma pecchè nun te faciv nu poc i ca…. ehm!… cerchiamo di tenere la calma almeno nei pensieri… dunque pensiamo… ci vuole qualche cosa di geniale!”
Avevo guardato sulla tavola e avevo notato che vi era un pezzo di pane; sapevo benissimo che le uniche cose che il galateo prevede che le uniche cose da poter toccare e mangiare con le mani sono il pane e la pizza, che si può mangiare pollo e pesce con le mani solo se si ha a disposizione un fingher-ball e che non si può fare la famosa scarpetta, ma in un attimo la fame si era trasformata in un Nazista o in un Comunista intento a bruciare i libri contrari al regime, cancellando tutti gli appunti di buone maniere.
Avevo afferrato il pane e con un coltello lo avevo tagliato di lungo dividendo la parte superiore da quella inferiore, avevo afferrato la forchetta riversando il contenuto del primo nel piatto del secondo, avevo preso la parte inferiore del pane e fatto la scarpetta con il piatto dove era prima il primo, avevo riversato il contenuto del secondo sulla parte inferiore del pane, avevo fatto la scarpetta con la parte superiore del pene nel piatto appena svuotato e infine avevo posizionato la parte superiore del pane per ricoprire.
Pane ripieno di tortellini e carne al sugo, penso che non si era mai visto nella storia di questo pianeta, ma io son la fame avevo fatto anche di peggio, quindi non mi interessava. Debora aveva guardato tutto con aria incredula e appena avevo dato il primo morso aveva esclamato: “meglio che vado a chiamare la proprietaria, mi hai fatto passare la fame!”
Inutile dire che appena si era allontanata Debora, io mi ero goduto la mia “creazione” morso per morso e avevo rivisto Debora solo dopo mezz’ora dicendomi: “La proprietaria arriverà tra mezz’ora massimo!”

(continua...)

Molto presto questo racconto...

si sposterà in un altro blog

il contenuto sta diventando troppo piccante...

e non è questo il blog adatto!

Che ne pensate?

....

A proposito...

ho dimenticato di darvi le soluzioni dei rebus

del post... Rebus (10000 visite)

1) corrimano

2) lattina

3) batman

hahahahahaha!



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postato da Dragossido alle ore 06:16
venerdì, 26 settembre 2008

Cari Amici bloggher...

Vi chiedo scusa se mi appello ancora al vostro buon cuore per dimostrare che al di la di un pc ci sono persone con sentimenti che sanno cosa significa soffrire e star male. Le amiche blueblackrose e Sungirl stanno attraversando un momento difficile causato da alcuni malesseri.  Inoltre anche l'amica  acquadolce77 ha bisogno di un poiccolo supporto morale a causa di una delusione. Se vi fa piacere passate neli oro blog, basta anche solo dire "un saluto dal blog Dragossido". Questo forse non riuscirà a guarire sconforti o dolori, ma penso che se ci facciamo sentire, sarà una bellissima cosa! Grazie a tutti per l'attenzione!

Bruco


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La vacanza a Milano 29

Mentre ero intento a rivestirmi, avevo chiesto: “Marica, sai che io devo ancora ringraziare la proprietaria?”
Marica con aria interrogativa mi aveva guardato rispondendo: “Di cosa?”
Io, tenendo a fatica l’equilibrio mentre infilavo il pantalone in piedi; “Non c’eri quando Debora mi ha detto che era tutto offerto dalla padrona dell’albergo?”
Marica aveva cambiato argomento chiedendo: “Ma sai che ore sono?”
Io: “Su dai, non cambiare discorso… Lo ricordi benissimo… Io volevo solo sdebitarmi con la padrona!”
Marica si era appena sistemata il suo abito ed era venuta verso si me per farselo allacciare dietro la nuca con aria un po’ rassegnata: “Per ringraziarla di cosa? Della tua bellissima segretaria?”
Marica si era rigirata, mentre io mi abbottonavo il pantalone, poi avevo afferrato i due capi da legare dietro al collo e mentre li stringevo avevo detto: “Devo trovare un modo per ringraziarla!”
Marica: “Guarda che tutti sanno cosa vorrebbe la proprietaria, possibile che tu non lo sappia?”
Mentre Marica si rigirava non appena avevo finito di legarle l’abito dietro al collo avevo aperto le braccia e alzato le spalle, facendo il gesto di chi ignora completamente qualunque cosa e avevo detto: “Non lo so, non mi occupo di gossip!”
Marica guardandomi: “Io invece so per certo che le piacerebbe fare sesso anche una sola volta con la tua segretaria!”
Io: “Scusa, ma come fai ad essere così sicura?”
Marica: “Adesso mi siedo un attimo e ti racconto più in fretta che posso… Perché mi sa che tra poco chiudono i ristoranti per l’ora tarda che abbiamo fatto ed io ho fame!”
Mentre Marica si sedeva su una botte accavallando le gambe, mi sistemavo i polsini della camicia e avevo detto: “Se rimani senza mangiare ordinerò di portare qualche cosa anche a te! Che numero di stanza hai?”
Marica: “Dai, non importa… Ascoltami soltanto senza dire nulla… Penso di farcela per andare a mangiare… e casomai non riuscissi prenderò qualche cosa al bar… Allora… Devi sapere che ieri pomeriggio ad un  certo punto mi hanno raggiunto Amanda, il suo fidanzato  e il mio ragazzo... Siamo stati un po’ in giro e poi io e Amanda siamo tornate in albergo… Dopo aver fatto ingrasso nell’albergo, ci siamo diretta al bar perché avevamo sete… Abbiamo preso posto al tsavolo quello più vicino alla reception, io ho ordinato un bel succo frutta alla pesca e Amanda aveva preso una coca cola… Ad un certo punto entra un bel ragazzo con la divisa della guardia di finanza che si avvicina alla reception ed entra dietro al bancone… Io avevo pensato ad un controllo, mentre Amanda mi dice: <<Hai visto che bono quello? Devo scoprire chi è!>>… Non mi sembrava un granché ma Amanda stava letteralmente sbavando e posso dire di non averla mai vista in quello stato: sembrava quasi che avesse avuto un vero colpo di fulmine… Amanda non si era accorta che il barman era poco distante e, avendo ascoltato quello che lei aveva detto, si era prontamente introdotto nel discorso dicendo: <<Quello si chiama Manuel ed è il fidanzato della ragazza che lavora in cucina!>> Amanda aveva chiesto : <<Fedele?>>  e il Barman aveva risposto: <<Marina? Non lo so, ma so che a lei piace il facchino di questo albergo… quello che vedete laggiù… Il suo nome è Camillo e nonostante tutti dicano che ci sia molto di più di una amicizia, so che lui è attratto tremendamente dalla proprietaria di questo albergo!>>  Amanda aveva allora chiesto: <<E Camillo ci è riuscito con la proprietaria?>> e il barman, con aria alquanto incerta, aveva risposto: <<Non lo so, perché si dice che la proprietaria sia attratta da quella ragazza che fa da organizzatrice di impegni per i pezzi grossi… Quella con i capelli rossi che si chiama Debora!>> A quel punto io non volevo sapere più niente, ma Amanda ha chiesto: <<Ci è mai riuscito qualcuno dei clienti a portarsi a letto Debora?>> Barman: <<Io che sto al bar, ho dovuto varie volte stare vicino ai clienti perché fino ad oggi ci hanno provato tutti ma nessuno ci è riuscito, fino a che… >>”
Marica aveva interrotto il suo racconto e io che aspettavo il seguito avevo detto: “Fino a che?”
Marica con aria indifferente aveva guardato in basso, aveva scavallato le gambe e si era alzata muovendo alcuni passi perso l’uscita della cantina e io avevo detto: “Allora? Fino a che… Cosa?”
Marica si era rigirata guardandomi negli occhi: “Fino a che non sei arrivato tu!… E adesso lasciami sola!”
Sentivo i passi di Marica rimbombare mentre mìsi allontanava, mi ero seduto sulla stessa botte dove era prima Marica e mi ero messo a riflettere
-Riepiloghiamo dunque: il finanziere Manuel vuole la sua fidanzata Marina che lavora in cucina; Marina a sua volta vuole Camillo, Camillo vuole la proprietaria dell’albergo, La proprietaria dell’albergo vuole Debora, Debora vuole me, io voglio Marica, Marica vuole il suo fidanzato, il fidanzato di Marica vuole Amanda e Amanda vuole finanziere… Miiii che casino!-
Mentre ero lì ce pensavo e pensavo a tutto ciò mi si era intrufolata nella mente una idea molto bizzarra e gioioso avevo esclamato ad alta voce: “Siiiii Ho trovato! Farò così!”
Mi ero alzato veloce e con frenesia avevo afferrato tutte le mie cose, avevo lasciato la cantina di corsa, e avevo raggiunto Marica dicendo: “Ho avuto un'idea geniale!”
Io continuavo a correre raggiungendo Marica che aveva risposto: “Dimmi! Racconta!”
Avevo superato Marica sempre di corsa e raggiungendo l’ascensore avevo gridato: “Non c’è tempo… Fammi andare! Lo scoprirai presto! FIDATI!”

(continua...)



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postato da Dragossido alle ore 07:01
mercoledì, 24 settembre 2008

10000 visite!

Mi sono accorto soltanto oggi di aver superato le 10000 visite, vorrei ringraziarvi uno per uno (uno al quadrato) hahahaha! Non ci fate caso, da un paio di settimane a questa parte faccio battute a raffica... Sarà l'esaurimento di fine estate; sarà che quest'anno i clienti più in basso di così non potevano andare; saranno i problemi avuti e sarà anche in parte colpa di questo libro a cui sto dedicando il massimo impegno. In questi ultimi tempi sto raccogliendo tutti il necessario per spedire tutto alla casa editrice... Non vorrei gridarlo troppo forte, ma tra una settimana circa avrò in mano anche tutti i disegni e la copertina... WOW, QUANTO MI PIACE!  Purtroppo non posso proprio rivelarvi nulla, ma penso che per Natale vi troverete il mio libro nelle librerie.

Vi devo chiedere umilmente perdono, ma in queste due ultime notti ho studiato un po' per il trattato, ho aiutato una persona con mia grande soddisfazione e ho redatto alcune cose per la casa editrice da supporto al mio libro che andranno tra le varie scartoffie da spedire. Mi scuso perchè non sono riuscito a continuare per questo motivo il racconto che vi sta tanto entusiasmando, ma lo continuerò presto.

Ma vissto che sono in vena di scherzi ho pensato ad un paio di rebus tutti per voi...rebus

hehehehehehehe! Bhe io lo avevo detto che sono in vena di scherzare! Vi lascio dunque immaginare il liverro dei re-bus che ci saranno da indovinare.... ok partiamo con il primo?

Oggetto:

 5  4

_ _ _ _ _ _ _ _ _

Difficile? Vogliamoprovare con il secondo rebus?

oggetto:

 3  4

_ _ _ _ _ _ _

Andiamo avancti con il terzo?

Film:

 6

_ _ _ _ _ _

hehehehehe! credo che se capite l'ultimo mi ammazzate! :):):):)

Spero che vi sia piaciuto questo intramezzo....

vi dedico un paio di belle canzoni per terminare e festeggiare!

indeep- last night a DJ saved my life

ATB - I Don't Wanna Stop

Gigi D Agostino - La Passion vs Ricchi e poveri - Sarà perchè ti amo

la prossima volta vi darò le soluzioni, hahahahaha!



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